mercoledì 1 luglio 2026

Psicologia & Filosofia Prof. Vincenzo Isaia





SOCIO 
LIBERA ASSOCIAZIONE PSICOLOGIA


Psicofilosofia Vincenzo Isaia

  

 Curriculum Scientifico

Vincenzo Isaia è nato a Palermo 04.09.1976. 

Socio Ordinario L.A.Psi. "Libera associazione psicologia".

Si laurea  in Filosofia e Storia (dottore magistrale) ed è  un docente abilitato all'insegnamento presso scuole SISSIS, insegna filosofia al liceo. Si laurea anche in Psicologia (dottore in Scienze e Tecniche Psicologiche); Laurea magistrale specialistica (dottore magistrale) in Psicologia clinica: "Corso ai fini dell’abilitazione all’Albo – Sezione A (ai sensi della normativa vigente L. 51).

E' specializzato ulteriormente  in  Metodologie psicopedagogiche (relazioni d’aiuto e soggetti in difficoltà, D.S.A-B.E.S & Orientamento) ed anche in Psicologia dell'adolescenza. 

Consulente psicofilosofico e psicologo, si è specializzato  presso  scuola del Dott. J.H Bjornsen PNL comunicazione efficace con  "Associazione Paideia  dell' Università degli studi di Palermo".

Attestato di qualifica  in "Terapia cognitivo comportamentale e disturbi d'ansia" presso "Centro HT human trainer". Formatore e autore, con esperienza nella comprensione e gestione del disagio psicologico in contesti ispirati a modelli interazionisti e umanisti, si  occupa di ricerche filosofiche, psicologiche,  corsi di comunicazione efficace e di consulenza psicofilosofica e psicologica.


Consulenza e percorsi psicofilosofici per il superamento di crisi personali e momenti di sofferenza emotiva. 

Un approccio integrato per aiutarti a: affrontare momenti di difficoltà e cambiamento, comprendere il senso del disagio, crisi esistenziale difficoltà nei rapporti domande sul significato personale e sul proprio valore ritrovare equilibrio interiore e direzione, sviluppare nuove risorse personali. Psicologia, filosofia esistenziale e comunicazione strategica (PNL) per accompagnarti nella riscoperta delle tue risorse interiori e nella costruzione di una visione più consapevole e autentica di te stesso.

Obiettivo:    Gli interventi sono inquadrati come consulenza psicofilosofica e sostegno orientato al benessere esistenziale, per affrontare disagi  e favorire consapevolezza, autenticità e libertà interiore nel rapporto con sé stessi, gli altri e il mondo, sempre nel rispetto delle normative vigenti.


Approccio multimodale e integrato:

  • Psicologia umanistica: centrata sull’autenticità, l’empatia e la libertà dell’individuo. valorizzazione dell’individuo.

  • Strategie di tipo PNL (Programmazione Neuro-Linguistica): per lavorare sui pensieri disfunzionali, sulle rappresentazioni mentali e sulla comunicazione interna ed esterna. Focus sul cambiamento concreto. Ristrutturazione dei modelli mentali e comunicativi.

  • Psicofilosofico: riflessione esistenziale e spirituale. Dialogo filosofico-socratico: stimola la consapevolezza esistenziale e la riflessione sul senso del dolore, della libertà, della felicità, dell’identità.

Visione dell’essere umano

  • L’essere umano è una sintesi tra razionalità e anima: corpo, mente e spirito devono essere integrati.
  • La sofferenza nasce dalla scissione tra ciò che siamo e ciò che crediamo di dover essere.

Obiettivo 

  • Portare la persona a realizzare il proprio Sé autentico.
  • Accompagnarla in un cammino di auto-accettazione, consapevolezza e libertà interiore.


Nota di precisazione:  “Psicologia Clinica […] si occupa di mettere a disposizione della diagnostica psichiatrica e della terapia determinati strumenti e metodi che appartengono all’armamentario tradizionale della psicologia(L. Hinsie & R. Campbel) la “consulenza psicologica nel suo intervento si basa sull’applicazione di principi psicologici per fornire i membri di sistemi sociali di capacità e conoscenze che li renderanno capaci di apportare cambiamenti positivi nel loro sistema sociale. 

Articolo 5 del Codice Deontologico: “[…] Lo psicologo impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti e i riferimenti scientificiLa diagnosi psicologia è una competenza professionale che accomuna psicologi e psicoterapeuti. Si può, anzi, dire che la diagnosi psicologica può essere considerata un aspetto fondativo della professione dello psicologo. L’uso degli strumenti conoscitivi per la prevenzione, la diagnosi, le attività di riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità”.

    TITOLI  E FORMAZIONE:   

1.Laurea in Filosofia e Storia (dottore magistrale); 

2.S.I.S.S.I.S. (Scuola  Siciliana di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario). Formazione  universitaria post-lauream per l’insegnamento secondario di  filosofia e storia.

3.Laurea in Psicologia (dottore in Scienze e Tecniche Psicologiche);

4.Laurea specialistica abilitante  in Psicologia Clinica  (dottore magistrale "Specialistica in Psicologia Clinica"): Corso ai fini dell’abilitazione all’Albo – Sezione A (in corso, ai sensi della normativa vigente).

5.Master in P.N.L  Technician 1° Livello.

6.Master in P.N.L  Practician  2° Livello.

7.Diploma di Specializzazione Post-Laurea in Metodologie Psico-Pedagogiche & Relazioni D’aiuto;

8.Diploma di Specializzazione Post-Laurea in Metodologie di Intervento per soggetti  B.E.S /D.S.A;

9.Diploma di Specializzazione Post-Laurea in Psicologia Dell'adolescenza.

10.Master in Didattica della Filosofia;

11.Master in Didattica della Storia;

12.Master in Estetica della Comunicazione;

13.Master in Orientamento & Formazione.


PUBBLICAZIONI:

Spazi affollati di solitudine "Per una filosofia dell'eros" - Edizioni A.L.A.P.A.F 2007. Le parole dell'anima "La filosofia dell’amore come terapia dell’anima" - Edizioni Del Faro 2012.  Nietzsche. Dal profondo per l’indipendenza emotiva - Edizioni Lulu 2013; Dal corpo allo spirito. L'etica dell'amore in Abelardo ed Eloisa- Edizioni Lulu 2019; Realizza quel che sei "il sentiero del sé "- Edizioni Lulu  2022; Camera con vista su sé  stessi "polvere o esistenza"- Edizioni Lulu 2023; "La tirannia del pensiero": i pensieri intrusivi nella mente ossessiva - Edizioni Lulu "Studi Universitari" 2024. Fondamenti di Psicologia generale e di Psicopatologia Clinica- Edizioni Lulu "Studi Universitari" 2025. Dalla coppia alla famiglia: co-genitorialità, figli e conflitti da affrontare - Edizioni Lulu "Studi Universitari" 2026.

Introduzione  al saggio filosofico/teologico “L’ etica della vita affettiva” di S. Leone, Adelphi; Introduzione alla Storia della Filosofia  di  A. Cusimano, Edizione Lulu; Recensioni e articoli filosofici in diversi siti di filosofia.

VISUALIZZA  VETRINA PUBBLICAZIONI:

https://www.lulu.com/it/spotlight/vincenzoisaia?srsltid=AfmBOortC_f9ECd2DK_0DS6au6nUexpHotbc2kqFt4an_W1CaN-7kiF2


CONVEGNI E CONFERENZE DI PSICOLOGIA, FILOSOFIA, ETICA SOCIALE:

1.Il doppio e l'ombra. Riconoscimento e alterità in Platone e Deleuze, convegno nazionale su "Conoscenza e Riconoscimento". 

2.Platone e la logica dell’essere, convegno internazionale su “Logica e Metafisica”, Palermo. 

3.Dialettica della violenza, Convegno PRIN 2007 su Filosofia e violenza. Dialettica, conflitto, alterità.

4.Quale filosofia tra dialettica e violenza? convegno PRIN 2007 su Quale filosofia?, Cefalù. 

5.In memoria del 7°Presidente della Repubblica Sandro Pertini, denominato “Viaggio in Sicilia con Sandro e Carla Pertini”, nel corso della serata verrà anche presentato il libro in ricordo dello Statista Socialista “Gli impertinenti”, scritto dal Prof. Enrico Cuccodoro (Trabia Palazzo Comunale). 

         CONFERENZE E CONGRESSI DI PSICOLOGIA:

1.Troppo controllo fa perdere il controllo: una forma di disregolazione emotiva poco considerata  - Il controllo è spesso considerato in termini positivi, quasi un sinonimo di perfezione; ma quando questo diventa eccessivo cosa accade?

2.L’abuso di sostanze. Una strategia di regolazione emotiva-organizzato da CIP Modena sull’abuso di sostanze come forma di strategia disfunzionale di regolazione emotiva.

3.La coppia e i suoi affanni, prof.ssa Valeria Ugazio e il prof. Camillo Loriedo, on line.

4.Il colloquio motivazionale in psicoterapia: spingere il paziente al cambiamento –organizzato da CIP Modena mostra l’utilità del colloquio motivazionale, strumento per chi presenta alcune difficoltà nel modificare i propri comportamenti disfunzionali - Come possiamo fare per gestire al meglio le frustrazioni di ogni giorno. Le frustrazioni ci accompagnano per tutta la vita e mentre nell’infanzia sono rese tollerabili dai genitori, nell’età adulta è necessario imparare a gestirle

5.Psicologia delle relazioni d’aiuto e della personalità - Ansia, depressione e attacchi di panico – la conflittualità dell’io.  

6.Brentano e la psicologia di Aristotele dal punto di vista empirico, convegno internazionale su Ripensare il corpo e la mente alla luce del "De anima", Palermo.

7.Il valore della prevenzione "AIP, demenza e disturbi cognitivi", congresso regionale Sicilia. 

8.Puoi fidarti di te! Essere felici è possibile: la risoluzione dei conflitti, l’accettazione di sé stessi per l’autostima sociale, convegno presso Liceo S. G. Galilei di Palermo.

9.Video interviste, radio e attività televisive: Radio Time, Radio Glady di Milano, diffusione audio e video in Youtube.

10.“I molti volti della psicologia": una professione in crescita. G. Perricone e C. Polizzi. IV° Cong. Reg. Sicilia.

11. "Incontro su formazione e cittadinanza nell'occasione per la presentazione del testo Camera con vista su sè stessi",  comune di Torretta (Palermo).

12. Collegamento con Radio Boris di Milano, presentazione del testo "La tirannia del pensiero di V. Isaia"; Che cos'è il disturbo ossessivo compulsivo? Quali sono le nostre peggiori paure? Psico-inganni e come superarli?

13. Narcisismo Patologico e Femminicidio: "contro la violenza di genere". Liceo De Cosmi Palermo (https://www.referencepost.it/).


 

martedì 30 giugno 2026

Cosa è amore e quali sono le relazioni sane. Prof. Vincenzo Isaia VIDEO



Vai al link per vedere il video


 https://www.youtube.com/watch?v=491wKYp724M




Palermo. Il Liceo Statale “G.A. De Cosmi” di Palermo.
L’appuntamento, dal titolo “Femminicidio e Narcisismo Patologico – Un viaggio nella mente del manipolatore, una riflessione sulla violenza invisibile che uccide”, rappresenta un momento di profonda riflessione e di educazione al rispetto reciproco, in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne.
Da un percorso di lettura condivisa da parte degli studenti del libro “Femminicidio e Narcisismo Patologico” del criminologo, psicologo e saggista Andrea Giostra, è nata l’idea di questo evento: un dialogo aperto per comprendere le radici della violenza e promuovere una cultura della reciprocità e della dignità umana.

All’incontro interverranno, oltre al dottor Andrea Giostra, il professor Daniele La Barbera, psichiatra, psicoterapeuta e docente universitario di grande prestigio presso il Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, la professoressa Anna Concetta Modica, avvocato e docente di diritto presso l’istituto, e il professor Vincenzo Isaia, Psicologo e docente di filosofia, storia, psicologia e sociologia presso l’istituto, autore di molti testi e riferimenti scientifici universitari. La dirigente scolastica, professoressa Francesca Paola Puleo, ha espresso orgoglio e pieno sostegno per l’iniziativa. Sotto la sua guida, il “De Cosmi” si confermi una scuola sensibile, dinamica e attenta alla crescita integrale dei giovani, capace di formare cittadini consapevoli attraverso esperienze di valore umano e culturale.

Un evento che unisce scuola, istituzioni e società civile per ribadire che solo attraverso l’educazione è possibile costruire un futuro libero da ogni forma di violenza. Come recita il motto scelto per la locandina: “Non più gabbia, ma respiro: volare via è salvarsi.”

Prof. Vincenzo Isaia "AI e Scienze Cognitive: Analisi dei Rischi e delle Opportunità"

 


L'evoluzione dell'Intelligenza Artificiale non solleva solo interrogativi tecnologici, ma tocca le fondamenta stesse della mente e della condizione umana. In questa intervista, il Prof. Vincenzo Isaia guida un'analisi approfondita al confine tra filosofia e psicologia, esplorando l'impatto dei sistemi algoritmici sulla sociologia cognitiva e sulla psiche collettiva. Vengono esaminati i nodi cruciali di questa transizione: da un lato, i vantaggi legati all'estensione delle capacità cognitive e all'efficienza computazionale; dall'altro, i rischi legati alla manipolazione psicologica comportamentale, all'alienazione sociale e alla ridefinizione del concetto di coscienza. Un viaggio tecnico e concettuale essenziale per comprendere come le macchine stiano modificando il nostro modo di pensare, percepire la realtà e relazionarci. Segui l'intervista completa per approfondire questa complessa dinamica contemporanea:


https://youtu.be/-bK9Zz2r_KQ


venerdì 3 aprile 2026

Oltre la teoria: perché ho scelto "Psicofilosofia"




Oggi ho incontrato un vecchio collega e, dopo i saluti, mi fa sorridendo: “Ma davvero hai chiamato la tua pagina Psicofilosofia? Dai… la filosofia sono parole, teoria, cose un po’ lontane dalla vita reale…”

E devo dire che è stato un confronto bello, di quelli costruttivi, proprio perché partiva da un pregiudizio che sento spesso.

Gli ho risposto senza fretta. Gli ho detto: vedi, in realtà quello che tu chiami “solo teoria” è qualcosa che già gli antichi avevano capito profondamente. I sofisti, per esempio. Protagora diceva: “L’uomo è misura di tutte le cose”. Questo significa che ognuno di noi vive una realtà filtrata dalla propria percezione. Non esiste una realtà unica uguale per tutti, ma tante realtà quanti sono gli sguardi.

E questo — gli ho detto — non è teoria astratta. È quello che succede ogni giorno: nelle relazioni, nei conflitti, in classe.

Poi ho aggiunto: pensa a quante volte nella vita discutiamo non per i fatti, ma per come li interpretiamo. Qui entra in gioco Epicuro, che ci ricorda che le sensazioni non sono sbagliate in sé; il problema nasce quando non le comprendiamo e le giudichiamo senza consapevolezza. In altre parole, non è la realtà che ci divide, ma il modo in cui la viviamo.

A quel punto mi ha guardato un po’ più serio.

E allora ho fatto un passo in più, portandolo sul terreno della psicologia. Gli ho parlato di Carl Rogers, spiegandogli che tutta questa riflessione diventa pratica concreta nell’ascolto. Rogers ci insegna che per capire davvero una persona dobbiamo entrare nel suo mondo percettivo senza giudicarlo, con empatia autentica. Non è una tecnica da applicare, è un modo di esserci.

E gli ho detto: capisci allora perché “Psicofilosofia”? Perché senza la filosofia rischiamo di dimenticare che ogni persona costruisce la propria realtà; senza la psicologia rischiamo di non sapere cosa farcene di questa consapevolezza.

Poi gli ho parlato della scuola, della mia esperienza quotidiana. Gli ho detto che ogni studente che ho davanti porta un mondo diverso: storie, paure, significati. Se mi fermo al comportamento, perdo la persona. Se invece ascolto davvero, creo uno spazio in cui può emergere. E questo cambia tutto: il rapporto, l’apprendimento, la fiducia.

A quel punto ha sorriso, ma in modo diverso da prima. Non più ironico.

E mi ha detto: “Messa così… non è proprio teoria.”

Ecco, forse è questo il punto. La filosofia non è un insieme di parole vuote. È ciò che ci permette di capire che ognuno vive nel proprio mondo. La psicologia ci insegna come entrare in quel mondo senza distruggerlo.

Per questo ho chiamato quella pagina così.

Perché non è teoria.
È vita, relazione, ascolto.



Lezioni da abitare con il cuore!!!!

Ci sono lezioni che non finiscono con la campanella. Restano addosso. E lavorano dentro. In 4M, leggendo una lettera scritta alle tre del mattino, Napoleone è sceso dalla storia ed è entrato in classe come uomo. Un uomo solo, nella notte, che scrive mentre tutto dorme. Un uomo che sembra dire: «Ho paura anch’io. Ma alle tre del mattino si decide chi si diventa». E in quel momento non stavamo leggendo Napoleone. Stavamo guardando il coraggio quando nasce: non nel rumore delle vittorie, ma nel silenzio in cui si sceglie di andare avanti lo stesso. In 4N, e ora di nuovo fino alla conclusione di domani, Pascal accompagna i ragazzi là dove raramente li accompagniamo davvero: nel vuoto, nell’inquietudine, in quella sproporzione strana dell’uomo che si sente piccolo e pensa l’infinito. Ci scopriamo fragili come un filo d’erba. Ma un filo d’erba che sa di esserlo. Ed è proprio questa consapevolezza a renderci grandi. Questo è il modo in cui porto storia e filosofia in 4M, 4N e in tutte le terze e le quinte classi, in ogni corso: non come programmi da attraversare, ma come esperienze da abitare. Almeno ci provo, o meglio ci credo!!!! Non cerco eroi da ammirare, ma uomini veri: insonni, contraddittori, inquieti. Perché solo così i ragazzi capiscono che le loro paure non sono un errore, che il dubbio non è una colpa, che pensare fa tremare… ma rende liberi. Quando una classe si commuove davanti a parole scritte secoli fa, non sta studiando il passato, sta riconoscendo sé stessa. E forse — direbbe Pascal — l’uomo è grande proprio perché sa di essere fragile, e il pensiero non ci salva dal vuoto, ma ci insegna a restarci dentro senza smettere di cercare. Se la scuola riesce a fare questo, anche solo per un’ora, allora non sta solo istruendo. Sta accompagnando esseri umani mentre diventano tali. Grazie ai miei studenti, per il coraggio di lasciarsi toccare. E grazie alle famiglie, per la fiducia silenziosa che rende possibile tutto questo.

Vincenzo Isaia


lunedì 1 dicembre 2025

“Adolescenti senza freni: educazione emotiva, responsabilità e il ruolo degli adulti”

 

Psicologia e Studi sociali

Prof. Vincenzo Isaia

Docente di filosofia e Psicologo 

STUDI UNIVERSITARI

 “Adolescenti senza freni: educazione emotiva, responsabilità e il ruolo degli adulti”

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Riferimenti normativi per la diffusione dell’articolo in materia di ed. civica, orientamento scolastico e didattico formativo: Art. 21 Cost.; L. 633/1941; Codice Deontologico Psicologi Italiani; D.Lgs. 297/1994; L. 107/2015; L. 92/2019; Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (ratificata con L. 176/1991) Riconosce agli adulti il dovere di promuovere sviluppo emotivo, autonomia e capacità di autodeterminazione. Legge 285/1997 – Disposizioni per la promozione dei diritti e delle opportunità per l’infanzia e l’adolescenza Supporta progetti e interventi rivolti alla crescita psicoeducativa. Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e D.Lgs. 196/2003 aggiornato.

In questi giorni tra incontri scolastici di settore e soprattutto perché chi mi conosce sa che sono interessato da sempre a questi argomenti, e perché tra orientamento e in qualche modo filosofia o Ed. civica in classe ne sto parlando con gli allievi (naturalmente in modo adeguato loro per età e classe ed obiettivi), condivido questa riflessione. Partiamo da un fatto che molti adulti fingono di ignorare: la corteccia prefrontale degli adolescenti non è ancora finita. È come se avessero un’auto potentissima ma senza freni. E noi cosa facciamo? Invece di insegnare a usarli quei freni, glieli togliamo del tutto, proteggendoli da tutto, come se vivere fosse un pericolo da evitare. Poi ci chiediamo perché esplodono impulsività, bullismo, narcisismo fragile, incapacità di reggere un “no”. Ma di cosa ci stupiamo? Abbiamo educato una generazione a non sopportare la frustrazione. Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, lo urla da anni, a modo suo, e ha ragione su una cosa: se continuiamo a crescere figli senza spine dorsali emotive, avremo adulti incapaci di gestire la vita reale. L’autostima non c'entra niente con il “volersi bene a tutti i costi”. Quella roba è cosmetica psicologica. La vera autostima nasce quando ti sporchi le mani, quando soffri, quando ti crolla qualcosa addosso e scopri che puoi rialzarti. Ma questo non piace né ai genitori iperprotettivi né ai ragazzi abituati al comfort. Preferiscono le scorciatoie motivazionali: “Segui i tuoi sogni”, “Ascolta le tue emozioni”, “Accetta le tue vibrazioni”. Sì, certo, bellissimo. Ma prima impara a reggerle, le tue emozioni. Prima impara che non tutto ciò che senti è sacro. Prima impara che la tua emotività, se non la conosci, ti comanda. E qui torniamo alla corteccia prefrontale. Se quella zona non è ancora matura, significa che i ragazzi devono essere educati, non alimentati a zuccheri emotivi. Significa che dobbiamo insegnare loro la regolazione, non la lamentela. Il limite, non il capriccio. La responsabilità, non il vittimismo. Daniel Goleman lo diceva chiaramente: “L’intelligenza emotiva non nasce spontaneamente: si impara.” Ma per impararla bisogna sentire fatica. Bisogna sbagliare. Bisogna cadere. E soprattutto: bisogna che i genitori si tolgano di mezzo quando devono. Perché oggi c’è un problema enorme, gigante, spesso taciuto: famiglie che non educano, ma sostituiscono i figli. Fanno al posto loro, parlano al posto loro, litigano al posto loro. E poi si indignano perché a 17 anni non reggono una frustrazione o reagiscono con violenza. Non è colpa degli adolescenti. È colpa di un sistema educativo che preferisce la comodità alla crescita, la protezione alla forza interiore. E allora lo dico senza zucchero: si cresce attraverso il dolore, non scansandolo. Si diventa adulti affrontando la paura, non nascondendola. Si sviluppa autostima conquistando competenze, non raccogliendo applausi. Vogliamo davvero prevenire narcisismo, bullismo, mancanza di empatia? Allora smettiamola di dire ai ragazzi che “va tutto bene così”. Non va bene così. Va bene quando imparano a gestirsi. Va bene quando scoprono che le emozioni non sono un lasciapassare. Va bene quando capiscono che la vita non è una seduta di psicologia “light”. Serve più coraggio, meno protezione. Più verità, meno consolazione. Più educazione emotiva, meno lamentele. Le cose che valgono davvero non si offrono da sole: chiedono impegno, coraggio, e a volte anche un po’ di fatica interiore. La banalità è sempre a portata di mano, ma la crescita no: quella va conquistata. Dire a dei ragazzi vi voglio bene è anche un rischio, penserebbero lui non si potrà mai indisporre con noi. Il docente non è papà o mamma non è un amico, semmai può essere affiliativo. Gli adolescenti non hanno ancora strumenti per rispondere adeguatamente sul piano emotivo ma questo non significa che noi non dobbiamo insegnare loro sentimenti ed emozioni perché si apprendono. E cosa più importante a non avere paura del conflitto ma a renderlo funzionale.  Nel mio modo di vedere, il compito di un insegnante non è appianare ogni difficoltà, né diventare “uno di loro”. Essere affiliativi non significa porsi alla pari, ma creare un legame che accompagni senza annullare le differenze di ruolo. Il vero lavoro è fornire strumenti, non scorciatoie: aiutare a riconoscere i conflitti, attraversarli e trasformarli; sostenere la maturità emotiva, la consapevolezza e l’onestà verso sé stessi prima ancora che verso gli altri. Educare significa proprio questo: offrire ciò che serve per affrontare la complessità della vita, non per evitarla. Perché ciò che è bello e autentico, alla fine, nasce sempre da un cammino che abbiamo avuto il coraggio di fare. Il resto sono favole. E gli adolescenti, di favole, ne hanno già ascoltate fin troppe.




 

giovedì 20 novembre 2025

Quando evitare diventa una trappola: il potere dell’esposizione e della ristrutturazione di Vincenzo Isaia

 

Quando evitare diventa una trappola: il potere dell’esposizione e della ristrutturazione

di Vincenzo Isaia – Psicologia e Filosofia

"Le soluzioni diventano problemi quando, pur smettendo di funzionare, continuiamo ad applicarle per paura di cambiare."
Giorgio Nardone

Spesso, evitare ciò che ci spaventa sembra una scelta sensata. In effetti, evitare può proteggerci da esperienze spiacevoli, almeno nell’immediato. Ma quando l’evitamento diventa uno schema abituale, qualcosa cambia: iniziamo a vivere in funzione di ciò che temiamo, non più in funzione di ciò che desideriamo. È così che nasce la trappola psicologica.

Il meccanismo dell’evitamento

Pensiamo a Maria, una donna di 35 anni che, dopo un attacco di panico in metropolitana, ha iniziato a evitare i mezzi pubblici. All’inizio sembrava una scelta “intelligente”: in auto si sentiva più sicura. Ma con il tempo, la paura si è estesa: ha iniziato a evitare anche i supermercati, le file, le strade trafficate. Ogni evitamento le confermava inconsciamente: “Non ce la farei mai ad affrontare quella situazione.”

Ecco il punto: evitare rafforza la paura. Più evitiamo, più ci convinciamo di non essere capaci. È come se la mente dicesse: “Se scappi, significa che è davvero pericoloso.” Così si chiude il cerchio del disturbo.

Esporsi per liberarsi

La teoria dell’esposizione propone un cambio di rotta: affrontare ciò che si teme, in modo graduale ma sistematico. In terapia, Maria ha iniziato con piccole sfide: 5 minuti in metropolitana, accompagnata. Poi da sola. Poi 10 minuti. E così via.

La mente ha iniziato a registrare qualcosa di nuovo: “Sono entrata. Ho avuto ansia. Ma non è successo nulla.” Ogni esposizione è un’esperienza correttiva. È un allenamento al coraggio.

Cambiare il modo di pensare: la ristrutturazione

Ma esporsi non basta se dentro di noi continua


la voce che ci dice “Non ce la farai”. Qui entra in gioco la ristrutturazione cognitiva: cambiare il modo in cui interpretiamo l’esperienza. Non serve dirsi frasi motivazionali vuote. Serve cambiare logica.

Ad esempio, Maria pensava: “Se ho ansia in pubblico, tutti mi giudicheranno.”
Abbiamo lavorato su una nuova visione: “Tutti provano ansia, ma pochi ne parlano. E se mi tremano le mani? Pazienza. Passerà.”

Non è solo un pensiero diverso. È un modo diverso di stare al mondo.

Conclusione: il coraggio del cambiamento

Esporsi e ristrutturare: due strumenti potenti, ma anche profondamente umani. Non sono tecniche fredde, sono atti di consapevolezza e trasformazione. Ci aiutano a scardinare le abitudini mentali che ci limitano e a riprenderci la libertà di agire, sentire, scegliere.

Come direbbe Nardone, la vera cura non è evitare la sofferenza, ma imparare a passarci attraverso senza esserne distrutti.

Psicologia & Filosofia Prof. Vincenzo Isaia

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