giovedì 31 ottobre 2024

Cerca di essere persona, di comprendere come vivere la tua vera unicità.

Cerca di essere persona, di comprendere come vivere la tua vera unicità


Cari amici, vi faccio leggere una piccolissima parte del mio nuovo libro che uscirà spero a Dicembre, il titolo sarà "Camera con vista su me stesso - polvere di una esistenza". Tratterà diverse tematiche esistenziali, filosofiche, psicologiche, sociologiche, persino come in questa piccola condivisione cose del tipo: Prima di dire maschio o femmina, uomo o donna, cerca di essere persona, di comprendere come vivere la tua vera unicità e di smetterla con copioni da buon costume. Un vero uomo è così, una vera donna deve agire così. Siamo sicuri di questa castrata maleducazione che ci ha trasmesso solo menzogne e paure? Ognuno di noi cerca di identificarsi sempre più, o più che può con un’idea di sé e di chi dovrebbe essere. Cerca in qualche modo di avere un copione. Ma ci siamo mai chiesti da dove nasce o si riferisce il modello di riferimento? Avere dei modelli di riferimento è senza dubbio cosa necessaria, genitori, parenti, persone comuni o famose. Ma nel rapporto figlio/bambino con il genitore/adulto la cosa ci può anche stare perché questo è necessario per crescere. Il compito più arduo e duro è quando invece mettiamo in atto un copione di noi stessi per essere un personaggio che non solo interpreti, ma con cui finisci di identificarti veramente, ma che non porta mai a nulla di buono, dato che si scontra con la tua vera natura. Se ci fate caso parte delle nostre energie sprecate e dei nostri malesseri nasce proprio dal fatto che mentiamo, e la cosa è avvilente, stancante, ti sbrana corpo e anima. E’ un dono capire che si e’ arrivati al rosso fisso, ovvero quando si ha raggiunto il numero di bugie che hanno fatto esaurire la stessa cartuccia del menzogneros, e da lì eccolo sovvenire il momento della verità. E la verità è che io ero stanco di cercare di essere accettato dagli altri, di esser giudicato, compreso, capito, di avere restituzioni. Dovremmo insegnare ad esser liberi, felici, e la stessa magia della vita. Io ho scelto di essere una persona, senza stereotipi o copioni fissi, imparando a mie spese ad essere ciò che sono anche in modi diversi e in contesti diversi. Vivendo nella mia linea guida e non in quella altrui. La stessa società ci da stimoli volutamente fragili e mediocri. Altro che cultura e ampliamento mentale. Dobbiamo imparare ad usare tutte le qualità che ci rendono uomini per mostrare al mondo che siamo uomini davvero. Abbiamo il diritto di usare la forza per mostrare le debolezze e le nostre sane e naturali insicurezze. Questo è un diritto di ogni persona. Siamo nati per morire più degni e umani possibili, più persone.

 


 

mercoledì 30 ottobre 2024

I miei problemi non cambiano, non per causa mia certo, siamo sicuri?

 

Sono sincero e sono così? Siamo sicuri? Sono fatto così e non posso farci nulla, siamo sicuri? La colpa è di quel che mi circonda, del lavoro che faccio, di mia madre, di mio marito, siamo sicuri? I miei problemi non cambiano, non per causa mia certo, siamo sicuri? o se persistono sempre allo stesso modo forse il problema sei tu? Eh si, oggi condiviso con voi questa riflessione su: verità, cambiamento, ovvero consapevolezza autentica (SINCERITA'). Eh si, arriverà un punto in cui non potrai più mentire, il numero massimo di bugie di cui e su cui ci siamo cullati sarà esaurito. Sarai stanco di giustificarti e dire che non sei la persona che vuoi essere per l’ennesima volta e per colpa del passato o degli altri o del perchè io non ho avuto fortuna etc. . Sarai stufo di lamentarti e non vivere la vita come realmente desideri, anche in buona parte, magari, ma senza scuse, viceversa questo ti fa essere bugiardo prima a te stesso, ne consegue che starai sempre male con te, ovunque tu sia, o dove avevi sognato di essere. Il problema sei tu, non gli altri. Frase che molti non vogliono accettare, a quale scopo poi, se è in questa formula il segreto della libertà e della felicità, dell' onesta umanità. Quante volte ci sentiamo dire "i miei problemi nascono dagli altri, per colpa di altri!" Siamo sicuri? E subito dopo, cavolo la gente vuole che io sia sincero e poi mi mette fuori gioco!!!! O forse, mettiamola così, hai bisogno di mentire a te stesso per sentirti meglio in merito ad un lavoro che odi ma continui a fare per paura di cambiare.
Hai bisogno di mentire a te stesso per convincerti che il tuo matrimonio, il ruolo di paternità, il tuo rapporto d'amore o con figli, colleghi è perfetto quando le cose vanno male e hai paura delle conseguenze???
Hai bisogno di mentire a te stesso per non ammettere che la vita che stai vivendo non è proprio quella che avevi sognato. E che in fondo tu nemmeno ci hai realmente provato e vedi negli altri riuscite e conquiste perdendoti di vista i sacrifici, il coraggio, l'impegno e il mettersi in gioco che altri sono riusciti a mettere in atto e te o, e non lo vuoi accettare, allora ecco: GLI ALTRI SONO FORTUNATI IO NO!!!!!
E continui a farlo finché il numero delle bugie che sei disposto a raccontarti è finito. Siamo sicuri che ciò che attraiamo riguardi ciò che siamo e non quello che vorremmo? Non è vero che gli opposti si attraggono ma questo riguarda i simili. Non è vero che esser sinceri significa sparare a zero su tutto e tutti pensando che gli altri siano sempre in difetto o si presentino nel modo sbagliato. E' questo il cambiamento mentale che spesso non si riesce a metter in atto. Tutti i più grandi cambiamenti sono quelli che cominciano con la consapevolezza. Spesso però ci si rifugia in frasi inutili come: sono fatto così, è così e basta, tanto non puoi farci nulla. Potrebbe andarmi bene. Importante è che non si rimandi mai ad altro ciò che nella vità è un problema che invece parte da noi stessi. Riconoscere i propri limiti, difetti, sbagli sembra quasi un peccato. Credo invece che tutto inizi qui. Se ci riflettiamo bene da dove nasce il coraggio di agire p mettere in atto una scelta, una svolta? inizia a dire la verità a te stesso, inizia da qui e scopri come accettare ciò che sei; i tuoi difetti, le peculiarità, i tuoi limiti, le tue paure, perchè è in questo campo di accettazione che si comprende la vera essenza dell'esser uomini e imperfetti, umani ma allo stesso tempo dotati di mezzi per affrontare la vita. Il nostro compito è evolverci, ma ciò può avvenire solo se ti dirai la verità, in nome della vera consapevolezza di sè e del nostro intimo esame di coscienza verso sè stessi, come quando ce ne andiamo a letto e spegniamo le luci a conclusione di una giornata, eh si quella verità che conosci solo tu e che tenti di sviare e occultare e fai finta di non vedere, ecco poi la vita appare una matassa di rimpianti e si traduce nella condanna dove giudice e imputato sono la stessa e identica persona!

 
 

venerdì 18 ottobre 2024

Educare attraverso la mancanza e i no. La visione di un docente!

 Educare attraverso la mancanza e i no. La visione di un docente!

 Si rimanda a P. Crepet

https://www.facebook.com/Leodicivilizzate/photos/a.599891363506091/1669631856532031/?type=3

 


 

Dobbiamo ritornare a dire i NO, alla mancanza, perchè educare vuol dire togliere.
Confrontandomi con i miei allievi, con i loro genitori, mi accorgo sempre più che oggi si è perso il concetto dell’educare. Credo che educare passi dalla mancanza e dal togliere, anziché dare, dare e dare senza merito alcuno. In molti ricevimenti mi sento dire: professore come va mio figlio in filosofia e storia? Invece la domanda dovrebbe essere: caro professore come va mio figlio? Vale a dire, non in filosofia e storia, ma come va nel senso di "lei come lo vede”? cosa mi può dire? Cosa nota che io non possa notare perché fuori al lavoro tutto il giorno? Altra cosa che noto è che molti dei ragazzi non accettano i “no”, così come sono tanti i genitori che per PAURA del conflitto, donano tutto e più di tutto, senza trasferire ai loro figli l’importanza della fatica, della mancanza, del desiderare. E si. Ti senti dire: “io non ho mai fatto mancare niente a mio figlio” , io devo “sistemare i miei figli”, come se fossero dei vasi!!! oppure: guardi che a mio figlio io gli sto addosso è geolocalizzato!!! Capite, il genitore vede un puntino sul desk del suo pc, tablet o cellulare e la coscienza è al suo posto, si aggiungano 50 euro e una porzione di libertà ed il gioco è fatto! Perché il compito di un genitore è di far mancare qualcosa, perché se non ti manca niente a che ti deve servire la creatività, l’immaginazione, la fantasia, il metterti in gioco, le passioni, la curiosità, a che ti serve l’intelligenza, a che ti serve il talento, a che ti serve tutto quello che abbiamo in dono come un cervello, una mente, un cuore, un’anima, non ti serve a niente no? Se sei stato servito e riverito come un principe ovattato, come il giovin signore del Parini, affossato li su un divano, con una play station, atrofizzato, quando ti hanno svegliato alle 7 la mattina, perché tu non puoi farlo da solo, NOOOO, malgrado ti abbiano comprato l’ultimo modello di cellulare che ti sveglierebbe facilmente e come un cannone, a te che ti hanno accompagnato a scuola, anzi quasi dentro la scuola, aspettando in auto li con te, che abiti a 10 minuti di distanza o giu' di li', e ti hanno riportato a casa, che tutto ti è dovuto. Ma una cosa di buon senso è mettere in atto il coraggio di dire di no? Questo significa amare i figli, e chi li ama vorrebbe che loro camminassero con le loro gambe!!!! Ahimè invece assistiamo a genitori che fanno tutto al loro posto, quando avrebbero dovuto solo metterli nella condizione di poter andar via da soli ognuno per la loro strada. Ci si lamenta poi del fatto che si ha poca autostima? Che la società non va? Ha ragione Paolo Crepet (psichiatra e sociologo), lo dice sempre e chiaramente: in una fase dove assistiamo al 99,5 % dei promossi? Cosa possiamo aspettarci? Ma ci stiamo rendendo conto? Educare non ha nulla a che fare il dare potere a chi deve esser diretto, l’aveva capito già Platone, non ha nulla a che fare con il dare, ma è figlio di eros, della mancanza, di una genesi naturale, dagli adulti ai giovani, dobbiamo comandare noi perché loro sono più piccoli. Un genitore è un istruttore di volo, deve insegnarti a volare. Non è uno che VA CONTRO UN DOCENTE CHE TI METTE UN 4, UN 5, UN, 7, perché tu sei perfetto, perché il docente come si permette a dire no a mio figlio se non lo faccio io. Questo è egoismo, non c’entra niente con l’amore. L’amore è vederli volare. Invece da docente vedo che tanti li vogliono vedere immobili, fermi, quasi fossero pezzi di marmo e non esser votati alle passioni della vita e al compito più bello che dovrebbe aver ogni essere umano: evolversi ed esser più umano possibile.

venerdì 11 ottobre 2024

Filosofia, psicologia clinica e approccio terapeutico? Perché assieme? Ecco a mio parere perché !!!

 

Filosofia, psicologia clinica e approccio terapeutico? Perché assieme? Ecco a mio parere perché !!!

«Non esiste una realtà vera, ma tante realtà quante se ne possono inventare» affermava Oscar Wilde.


In effetti non esiste certezza alcuna, nessuna verità ineluttabile, soprattutto quando filosofia e psicologia creano il tessuto di un intervento terapeutico in molti dei disagi e delle trappole psicologiche in cui cadiamo. Ovviamente, o meglio, può esistere soltanto una conoscenza idonea, ovvero utile e funzionale che ci permette di gestire le realtà con le quali interagiamo, come la percepiamo, soprattutto quando si parla di disagio psichico. Questa è prassi funzionale, che consegue ad un approccio di intervento strategico e paradossalmente breve. Si ha avuto la convinzione che quando si tratta di psicopatologie o disagi psicologici che si portano da anni ed anni, di contro, anche l'intervento dovrebbe durare anni. Non penso, credo nella terapia breve, ma strategica, che mira ai modi più funzionali di agire nei confronti di una realtà che appunto non è mai definitivamente vera, nel bene e nel male, poiché essa è il frutto dei punti di vista da noi assunti, abiti assunti come dei nostri strumenti conoscitivi e del nostro modo di comunicare, ed è li che a mio parere bisogna agire, ecco perché credo che filosofia e ascolto psicologico o intervento terapeutico debbano essere un sigillo per la terapia strategica, con tutto il rispetto di quello che più è noto, come quello cognitivo-comportamentale, sistemico-familiare, gestalt o di analisi transizionale. La terapia breve strategica si indirizza verso il perfezionamento della nostra consapevolezza operativa: ossia della nostra capacità di gestire strategicamente la realtà che ci circonda. Perché è utile la filosofia? Chiedetelo al filosofo Epitteto affermava «non sono le cose in sé che ci preoccupano, ma l’opinione che noi abbiamo di esse». Kant nella sua Critica della ragione pura asseriva che molto spesso gli esseri umani scambiano i risultati del loro modo di definire, derivare o classificare i concetti per le cose in sé. Nell’antico buddismo Zen si hanno due concezioni di verità: la verità di essenza e la verità di errore. La più comoda che spesso si trasforma in malessere. Malgrado io sia uno psicologo clinico, lotto per il messaggio di una terapia che deve uscire dalle solite scuole quadriennali, che dia luce alla PNL, alla strategico-interazionista, alla terapia breve. Si perché quelle verità di errore non sono il dramma, ma è in esse che troviamo la stessa guarigione. Come disse Jung: la soluzione è lì, in quel che più ti ha spezzato le gambe, e ti ha recato dolore, in ciò che ti ha fatto cadere, in quel che tu ritieni la tua peggiore paura; invece, quelle parziali verità, soprattutto lo ripeto, quelle che abbiamo creduto come trappole, sono occasioni che si costruiscono nel rapporto con le cose terrene per incrementare la nostra capacità di gestirle. Ed è li il dramma lì il segreto. Noi esseri umani, nella migliore delle ipotesi, possiamo perfezionare la nostra capacità d’inventare e fare «verità d’errore», la «verità per la guarigione».




martedì 8 ottobre 2024

Scegli di esser felice. Non cercare ragioni.

Scegli di esser felice. Non cercare ragioni

Ho smesso di tentar di aver ragione, ho scelto semmai di esser felice nel bene e nel male.. Non è stato facile e non lo è tutt'ora. Che ci crediate o no, tutto è destinato a cambiare. Per quanto gioiosa o tragica sia una condizione di vita, prima o poi muterà. La psicologia, mi ha fatto capire che realmente è così. Scrivo questo perché può esser utile. Anzi l'avessi capito prima e senza questo tipo di studi. Ecco perché in molte delle mie consulenze mi permetto di dire a chi ascolta: impara a godere delle cose belle che hai, la fortuna di vivere adesso, ora, in questo momento. liberati dal rimpianto del passato e dall'ansia del futuro. Perché  possono esser inganni fatali. Tutto può cambiare in un secondo, morte e vita, salute e malattia, amore, amicizia, lavoro, le persone che ci circondano, noi stessi e i nostri pensieri abitudinari, tutto può cambiare. E in quel che accade, in ogni singolo evento non c'è mai una ragione umana capace di dare spiegazioni. Molte cose semmai le comprendiamo dopo anni e anni, a me è successo così, altre le capiamo all'istante, altre non le capiremo mai, non in questa vita almeno. Esistere è un mistero per chiunque sia ancora di questo mondo. Ecco perchè conviene scegliere di esser felice anche nel più grande dolore, e la felicità sta tutta in piccole cose soprattutto quelle che non vediamo più o che diamo per scontate, in esse il segreto, come vedere, sentire, assaporare, alzarsi, piangere e ridere, star soli, anche nello stesso star male lo so pare assurdo ma é così, , aver dei genitori, ascoltare della musica, vivere una estate, se fa caldo o freddo, un bagno al mare in estate o in inverno, un film, una telefonata di un amico, la pioggia, un regalo, un panino, un bicchiere d'acqua, una sigaretta...continuate voi.... Vedrai tanti volti entrare e uscire dalla tua vita, alcuni li vedi per poco tempo, pochi momenti, altri soltanto per un frangente di tempo più o meno esteso e altri  per il resto del tuo cammino. Ti potranno esser vicino, lontano, accanto o addirittura accompagnare ma non potranno e non dovranno  mai fare la strada per noi. IO PERCORRO IL MIO SENTIERO.  A mie spese ho imparato a i fare qualcosa che rappresenti ciò che sono  veramente e  di ogni traguardo o fallimento mi sono sempre assunto la responsabilità. Oggi ho smesso di farmi capire o comprendere ne tanto meno tentar di aver ragione, ho scelto la felicità, la pace, e questa è nata dal momento in cui non sono caduto  nella trappola del dover soddisfare le aspettative degli altri. A me interessa percorrere IL MIO SENTIERO GIUSTO, non arrivare  magari anche ALLA FINE  del sentiero  di qualcun altro. Amati tu per primo, e prenditi tu cura per primo di te stesso, perdonati, perché non puoi pretendere dagli altri qualcosa che tu non sei in grado di concedere a te stesso. Smetti di aspettare che le persone vengano a darti restituzioni, riconoscenze, scuse, etc. Non aspettare mai che qualcuno faccia il primo passo se ti ha recato offese e del male, ne pensarci cambierà ciò che è accaduto, perché  sul passato, stanne certo, non si può agire più, così com’ è inutile l'attesa passiva verso il futuro. qui e ora, oggi , quello che farai oggi tu per te stesso potrà cambierà il tuo domani, e del passato e degli stessi errori, fallimenti e malesseri farne il sentiero per la liberazione e la felicità.





 

 

Psicologia & Filosofia Prof. Vincenzo Isaia

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