L’Andragogia : Knowles e la teoria dell'apprendimento degli adulti a cura di Vincenzo Isaia.
NB: Visto la difficoltà e la rarità di reperire materiale utile su M. Knowels questa relazione tratta nell'insieme sinossi, introduzioni, recensioni e dispense attendibili dagli stessi siti di riferimento per gli studi e gli approfondimenti sull'andragogia.
Malcom Knowles è annoverato tra i più illustri studiosi dell’andragogia, vale a dire “l’arte e la scienza per aiutare gli adulti ad apprendere”. L'andragogia, sostiene lo stesso Knowles, è una teoria unitaria dell'apprendimento degli adulti. Il termine è stato coniato in contrapposizione a quello di pedagogia, che deriva dal greco paideia, (educazione del bambino condurre). Si tratta di un modello incentrato sulla comprensione della diversità di bisogni e interessi di apprendimento degli adulti rispetto ai bambini. Il termine andragogia venne ufficialmente coniato nel 1833 in Germania, e negli Stati Uniti solamente più di un secolo dopo. L’educazione degli adulti, negli anni Cinquanta, è stata sviluppata da Anna Lorenzetto e Susanna Mantovani, che si dedicarono al recupero dell’analfabetismo. Di quel periodo possiamo ricordare il programma televisivo “Non è mai troppo tardi”, condotto dal maestro Alberto Manzi, che insegnava agli adulti a leggere e a scrivere in bella calligrafia utilizzando una “lavagna luminosa”, il pennino e l’inchiostro (solo in seguito si usarono le biro); dal momento che non tutti possedevano il televisore, furono creati dei “centri di lettura”, luoghi appunto dove si facilitava la lettura. Knowles elabora una tipologia delle caratteristiche dell'adulto in apprendimento, introducendo nella sua teoria dell'apprendimento due variabili dipendenti di primaria importanza: l'età e l'esperienza dei soggetti. L'interrelazione tra esperienze di vita, età e apprendimento determina e definisce l'habitat stesso dell'apprendimento e conduce Knowles a una progressiva ed attenta riflessione sulla unicità dei soggetti in formazione, per l'individualità, per la dimensione qualitativa e strutturale dei processi individuali. Nel 1971 il contratto collettivo di lavoro dei metalmeccanici sancì per la prima volta che i lavoratori avevano diritto a 150 ore di permesso, al di fuori del lavoro, a fronte delle 300 ore per la formazione: grazie a quest’iniziativa poterono raggiungere il titolo di studio di scuola elementare, media e superiore, ma non l’università; infatti, per questa era permesso solamente seguire alcune giornate tematiche. Dell’educazione degli adulti in Italia si occupano i centri E.D.A., anche se in Europa, come materia universitaria, non si è soliti chiamarla così, mentre si usa più spesso il termine “andragogia” (pedagogia degli adulti). He also taught us that students enter with learner self-concepts shaped by the realities of a classroom experience that taught them to be dependent and passive, two potentially fatal learner attributes in a distance learning environment.Le storie di vita, gli stessi contesti di apprendimento determinano un'individualizzazione molto intensa e dettagliata, nonché differenziata del processo di apprendimento. La valorizzazione delle esperienze intese come differenze individuali e situazionali, che caratterizza in modo preminente l' Adult Learning, ridà uno spessore più profondo a quella condizione di contesto di apprendimento tipicamente andragogico .La maggior parte degli studiosi, scrive l’autore, si sono cimentati effettivamente della problematica concernente il mondo dell’apprendimento adulto: Bruner nel 1959, Kidd Kempfer, Verner Booth. Le diverse esperienze di vita, esistenziali e relazionali, spesso vagliate dalla scarsa differenziazione del sé, producono negli individui adulti trasformazioni, mutamenti, anche nella forma di resistenze alla crescita e all'apprendimento, con la risultante di soggetti adulti senza autonomia, senza capacità di autorealizzazione, senza sufficiente fiducia in se stessi. L’ambiente è l’insieme di persone, situazioni presenti e future, con cui l’individuo può consapevolmente entrare in rapporto. L’ambiente può essere descritto come una mappa. Ia dimensione mentale dell’individuo è suddivisa in dimensioni fondamentali e separate, cioè stati d’animo, attività, … L’insieme dell’ambiente e della persona determina lo spazio vitale di quest’ultima e lo stesso spazio vitale, nonché psicologico di una persona si integra con quello dei gruppi contingenti Il modello andragogico, di cui Knowles può essere considerato il fondatore, basa i suoi principi su sei core principles, assunzioni necessarie e interconesse. Nel corso delle sue riflessioni Knowles conduce la rivisitazione del modello andragogico, rispetto la sua posizione iniziale, non ritenendo, quindi, il modello teorico andragogico e quello pedagogico del tutto contrapposti o addirittura antogonisti. Apprendimento è il processo con cui si crea conoscenza mediante la trasformazione di altre conoscenze. (Kolb)[1] Lo studioso Knowles definisce l’andragogia come learners (soggetti in apprendimento), cioè il corpo delle conoscenze riguardante i discenti adulti e distinto all’apprendimento adolescenziale e prettamente pedagogico. Ma in che senso? Una teoria andragogica, come quella di Knowles è un sistema esauriente, conseguente e internamente coerente di idee regolative, di assunzioni, riguardo ad una serie di fenomeni.«Ogni teoria presuppone un modello più generale, secondo il quale sono formulati i concetti teorici». Scrive knowles: "Gli esseri umani hanno una capacità naturale di apprendere.Un apprendimento significativo si verifica se l'argomento è percepito dallo studente come pertinente ai suoi scopi personali.Gran parte dell'apprendimento significaivo viene acquisito nel fare qualche cosa.L'apprendimento è facilitato dalla partecipazione responsabile degli studenti. L'apprendiniento intrapreso in maniera autonoma, che coinvolge l'intera personalità - sentimenti e intelletto - è quello più profondo e duraturo. La ricerca di Tough, sostiene Knowels, riflette sulla base della creatività nell’apprendimentoche viene maggiormente facilitata quando si dà più importanza all'autocritica e all’autovalutazione rispetto alla valutazione da parte di altri.[2]Quello che è socialmente più utile imparare nel mondo moderno è il processo di apprendimento, l'apertura continua all'esperienza, l'incorporare in se stessi il processo di cambiamento.[3][cfr. p. 48] Che cosa sappiamo, effettivamente, delle caratteristiche specifiche dell'adulto nel momento in cui facciamo attenzione a cio’ che apprende? Da circa vent'anni, alcuni studiosi stanno compiendo ricerche per mettere a fuoco i tratti distintivi di una disciplina ancora poco diffusa, ma che costituisce il necessario punto di partenza per lo sviluppo di una nuova efficacia, nell’incessante processo della formazione. La formazione degli adulti pone problemi le cui soluzioni, o le stesse attività metodiche di problem solving sono molto diverse da quelle che si danno alla educazione e alla formazione preadolescenziale e adolescenziale.. Tra gli esemplari fattori costituenti condizioni di apprendimento, e di richiesta dello stesso, della persona che è nell’atto di ricezione consideriamo (vedi Knowles) quelli particolari derivanti dall'eta adulta, poiché questo è lo scopo chiarificatorio di questo lavoro sull’andragogia. L’uomo ha numerose possibilità di apprendimento e le facoltà umane sono un set di capacità generali. Parlano di episodi sociali sottolineando che l’uomo anche attraverso la socialità attua il processo di apprendimento[4] Il modello andragogico caratterizzato da Knowles si basa si di una serie di presupposti costruttivistici specifici, nel senso di sapere come costruzione personale ( apprendimento attivo, processo esperienziale -docente come supervisore del processo - apprendimento collaborativi - importanza del contesto- valutazione intrinseca). Per l’adulto l’apprendimento è aggiunta ma anche modifica del suo sapere precedente, deve quindi rappresentarselo, esplicarlo, attivarlo, agirlo per poi elaborarlo. L’adulto è si disponibile all’esperienza dell’apprendimento, ma potrebbe manifestare sfasature tra le fasi dell’apprendere ,compiti evolutivi e situazioni di vita personali. Ecco che il modello andragogico di Knowels ci aiuta a comprendere l’importanza di sincronizzare le esperienze di apprendimento con compiti evolutivi e con la sfera del proprio vissuto. L’apprendimento è dunque non solo un fatto razionale ed esperenziale, ma è accadimento umanizzante, nel senso di fare l’uomo ( dal testo: “apprendere sempre”). L’apprendere dei fatti degli accadimenti è l’apprendere il mondo nella contigenza dell’esserci per il fatto di “avere un mondo”, come avrebbe detto il filosofo dell’esistenza Martin Heidegger. L’apprendimento è un fatto scientifico che agisce sulla base di tre fattori: ECONOMIA, perchè più un individuo apprende, maggiori saranno poi le possibilità di profitto esperenziale, in qualsiasi contesto di vita, individuale e relazionale; EMPOWERMENT, in quanto “ consolidamento” delle capacità cognitive, di gestione e di competenze o delle stesse possibilità attivistiche ed operative possedute ed enfatizzate dall’individuo. Attraverso l’apprendimento quindi ci si rafforza, aumenta il potenziale individuale del discente. il processo di apprendimento provoca uno stato mentale di benessere nella vita quotidiana. ENTUSIASMO, è collegato al benessere che ne consegue durante la fase di riconoscimento funzionale, di efficacia dell’ apprendimento in quanto processo attivo ed auto percettivo. L’apprendimento è un processo che comporta, soprattutto nell’assunzione andaragogica, un processo di cambiamento, la nascita in seguito ad una modificazione strutturale cognitiva, di modelli cognitivi relativamente stabili e duraturi sia nel modo di pensare, sentir e agire. 1. Per rendere possibile l’ apprendimento, l'adulto deve sentire in sé stesso l’istanza del desiderio della conoscenza. Gli adulti sentono l'esigenza di sapere in relazione alla stesso “senso” di voler conoscere qualcosa[5] e a cosa possa servire, vale a dire di sapere perché occorra apprendere qualcosa, prima della stessa fase dell'apprendimento. Consegue, quindi, il compito di aiutare il discente a prendere coscienza del "bisogno di conoscere". Si pone il problema della crescita dell’apprendimento connesso all’esperienza elaborata attraverso la propria mente e la propria storia personale. L’apprendimento non è un semplice fatto meccanico, ma è l’elaborazione e la maturazione intrinseca da parte del soggetto di fatti. Maslow reputa che scopo dell’andragogia sia quello di favorire l’apprendimento degli adulti proprio a partire dalla realizzazione del sé.[6] Il pensiero riconosce il suo indagare, ed è per questo che in andragogia sviluppato è il senso di una metacognizione. è costruito dalle relazioni che intercorrono fra gli individui e dalle loro esperienze teoriche e pragmatiche. La condizione fondamentale per l’eleborazione del pensare, cioè mentalizzare, è che vi sia una condizione da esperire. 2. L'adulto deve percepire chiaramente che la condizione stessa del “sé” venga rispettata dall'educatore o dal facilitatore. Il concetto di sé, nell’adulto, è autopercepito e sentito come dimensione essenzialmente di autonomi apsicologica dell’io, io sono, io posso fare etc, esperendo praticamente come “fatto” la coscienza dell’ autogovernarsi; se così non fosse egli sperimenterebbe, per effetto contrario, una tensione tra l’impossibile autogovernazione del sé [7]e il proprio concetto di sé che invece ne costituisce il ruolo dell’autonomia: la sua reazione tende a divenire di resistenza. 3. Funzione essenziale nell’educazione di adulti ha lo stesso concetto di esperienza: sia come attività di apprendimento sia come pregresso che determina un superamento rispetto i pregiudizi, preconcetti, e condizioni mentali che spesso ostacolano il processo cognitivo e costruttivo dell’apprendimento. L'esperienza precedente dell'adulto costituisce allo stesso tempo un pre –tessuto su cui rapportare i neo- apprendimenti, questo per garantire l’ integrarsi tra le neo-assunzioni cognitive, conoscitive e rappresentative con l'esperienza precedente. L'esperienza porta le persone ad essere sempre più diverse l'una dall'altra: perfino lo stile cognitivo cambia per effetto delle esperienze fatte.D'altro canto l'esperienza di vita dell'adulto è un grande valore per l'apprendimento e può essere proficuamente utilizzata sia direttamente, come fonte e materiale di analisi, sia indirettamente, facendo ricorso a tecniche e metodologie didattiche che simulano il vissuto lavorativo o esistenziale della persona, come case studies, simulazioni, attività di problem solving o laboratori.[8]. "Qualsiasi gruppo di adulti sarà più eterogeneo - in termini di background, stile di apprendimento, motivazione, bisogni, interessi e obiettivi - di quanto non accada in un gruppo di giovani. Ciò significa che in molti casi le risorse di apprendimento più ricche risiedono nei discenti stessi. Di qui la maggiore enfasi posta nella formazione degli adulti sulle tecniche esperienziali - tecniche che si rivolgono all'esperienza dei discenti, come discussioni di gruppo, esercizi di simulazione, attività di problem solving, metodo dei casi e metodi di laboratorio - rispetto alle tecniche trasmissive. Di qui, anche la maggiore enfasi sulle attività di aiuto tra par[9]i". 4. L'apprendimento degli adulti è centrato sulla vita reale: l'adulto vuole apprendere in quanto egli sente, spesso accade, specificamente il bisogno e l’esigenza per realizzare il proprio ruolo attivo nell’ambito sociale, integrativo o di riuscita professionale. Con le sue azioni, l’adulto interpreta, visiona, interagisce con la realtà-mondo contingente, investendo in essa il proprio sapere conoscitivo, il proprio saper fare, agire e risolvere nelle situazioni problematiche e conflittuali della loro vita quotidiana.[10] Per Bruner, ad esempio, apprendere nella ri-definizione della realtà culturale del soggetto è una interpretazione condivisa e collettiva della realtà, la mente è un organo intersoggettivo che si sviluppa mediante la relazione con altri individui. "… la differenza è che il modello contenutistico si occupa di trasmettere informazioni e abilità, mentre il modello di processo si occupa di fornire procedure e risorse per aiutare i discenti ad acquisire informazioni e abilità"[11]. La rotta, l’inclinazione orientativa verso la fase dell'apprendimento negli adulti è quindi tutta incentrata, almeno così potremmo dire al cospetto assuntivo di un quadro andragogico, sulla vita pratica, reale. L’adulto che sente il bisogno di apprendere quantitativamente e qualitativamente nuove conoscenze, competenze, abilità,e perché no, anche valori, è spinto e fortemente motivato quando è consapevole di come, queste condizioni di nuove acquisizioni, possano essere applicabili e strumentalizzabili in situazioni concrete.. L’adulto apprende ed immediatamente cerca di vagliare il suo potenziale informativo come vettore operazionale, utile fattivamente per assolvere compiti ,problemi e situazioni di vario genere. Dovremo cominciare col presentare esperienze concrete in maniera tale da provocare domande sulla regolarità di certi fenomeni o piuttosto cominciare con dei simboli matematici che rendano piú facile la raffigurazione della regolarità dei fenomeni che si incontreranno successivamente? Quali risultati saranno in effetti raggiunti da ciascun metodo, e come descrivere la loro combinazione ideale? Infine una teoria dell’istruzione dovrebbe specificare la natura e il ritmo delle ricompense e delle punizioni nel processo dell’apprendimento e dell’insegnamento. Intuitivamente appare chiaro che, man mano che l’apprendimento progredisce, esista un momento in cui è senz’altro consigliabile allontanare dalle ricompense estrinseche, quali ad esempio una lode dell’insegnante, passando a ricompense intrinseche, come quelle inerenti la soluzione di un complesso problema per conto proprio. Esiste poi un momento in cui, a un immediato riconoscimento per quanto è stato conseguito, dovrà essere sostituito un premio procrastinato. Quale sia il momento del passaggio dalla ricompensa estrinseca a quella intrinseca e da quella immediata a quella differita è ancora molto poco chiaro, ma tuttavia molto importante; nel caso in cui, per esempio l’apprendimento implichi l’integrazione di una lunga sequenza di azioni, meglio effettuare al piú presto tale passaggio dalla ricompensa immediata a quella differita e dall’estrinseca alla intrinseca?[12] 5. Le motivazioni che nella chiave di lettura andragogica incidono prestantemente e vigorosamente nel processo di apprendimento dell'adulto sono quelle intrinseche:: il desiderio preponderante di appagamento, di adempiutezza nel lavoro, l'auto-stima, il valore qualitativo della vita personale. Knowles illustra come l'applicazione ti tali presupposti implichi un nuovo modello di progettazione e conduzione di programmi di formazione degli adulti (nonché una nuova figura di docente). Quindi l’adulto deve essere motivato alla propria realizzazione del sè, all’incremento della propria autostima, all’esigenza di migliorare la qualità della vita e arricchirne la sua stessa prospettiva di senso. Tutte motivazioni, però, possono essere osteggiate dalla poca fiducia nelle proprie capacità, da una scarsa differenziazione del sé, da fallimenti di apprendimento o sul piano di proponimenti formativi, condizioni queste che limitano la stessa forza propulsiva dell’agire delle stesse motivazioni[13]. Motivazione è parola chiave nei processi di apprendimento, sia educativo-pedagocico, sia andragogico, il quale non si determina nel vuoto, ma in circostanze ben precise, che come detto in precedenza, sono fondamentali, essenziali costituenti dello stesso apprendimento. L’obiettivo specifico dell’insegnamento-apprendimento nel modello peculiare del campo andragogico è costrutto decisivamente battezzabile come “progressiva acquisizione di autonomia da parte degli individui”, come dice Knowles: sia per svolgere i ruoli propri delle diverse fasi della vita (bisogno di imparare), sia per imparare ad imparare (self directed learning)[14]. Affinché si possa sviluppare apprendimento in età adulta è necessaria una duplice conoscenza: quella delle caratteristiche degli adulti come soggetti, tentando di individuare come l’adulto impara e quella dei comportamenti contestualizzati che devono o possono essere attivati per promuovere e conseguire il risultato dell’apprendimento[15]. Knowles cerca di formulare una teoria dell’apprendimento degli adulti tenendo conto degli esperimenti e delle ricerche sulle caratteristiche specifiche che presentano i soggetti adulti, proprio per identificare e puntualizzare le differenziazioni del modello andragogico rispetto a quello pedagogico sulle base dei sei presupposti o core principles. In riferimento a tale quadro teorico, l’americano Knowles cerca di formulare un modello integrato e sistematico capace di rappresentare principi e metodologie processuali, dato che il modello contenutistico si occupa della fruizione delle informazioni e dell’acquisizione formativa di abilità, il modello di processo, invece, si occupa di fornire teorie, procedimenti, metodi e risorse per sostenere e supportare i discenti (12) ad acquisire informazioni e abilità e competenze. Gli elementi fondamentali sono i seguenti: 1. Assicurare un clima favorevole all'apprendimento. relativamente all'ambiente fisico, all'accessibilità delle risorse materiali e umane e al clima umano e interpersonale. Strutture (funzionali, accoglienti…), sia dal punto di vista delle risorse (ricche, utilizzabili…), sia dal punto di viste dell'organizzazione (funzionale, non gerarchica, comunicativa…). 2. Creare un meccanismo per la progettazione comune. Un aspetto della prassi formativa che differenzia più nettamente la scuola pedagogica ("insegnare") da quella andragogica ("facilitare l'apprendimento") è il ruolo del discente nella pianificazione. Nel primo caso la responsabilità della programmazione è attribuita quasi esclusivamente a una figura di autorità (insegnante, esperto di programmazione, istruttore). Una delle scoperte fondamentali della ricerca applicata sul comportamento degli adulti è che le persone tendono a sentirsi impegnate in una decisione o in una attività in diretta proporzione alla loro partecipazione o influenza sulla sua progettazione e sul processo decisionale che la riguarda. 3. Diagnosticare i bisogni di apprendimento. Nel senso di costituire un modello delle competenze, valutando le discrepanze tra quest’ultimo e il livello di sviluppo attuale dei discenti in vista degli obiettivi fondamentali e specifici di apprendimento. Tutto questo comporta, dunque, una processualità del modello inerente alla performance o al raggiungimento formativo delle abilità e competenze desiderate. Ritornando al concetto di “esigenza di apprendimento”, potremmo dire che tale condizione puo’ essere ri-definita come la il dis-livello esistente tra le competenze definite in un quadro teorico proprio del modello e lo sviluppo della stessa abilità cognitiva estrinsecabile nello stato attuale dei discenti. Secondo l'andragogia, l'elemento critico nella valutazione di questi divari è la percezione che gli stessi discenti hanno della divergenza tra la situazione attuale e quella che vogliono (ed hanno bisogno di) raggiungere, obiettivi scelti e riformulati dal discente stesso in quanto rispondenti alle sue esigenze (antecedenti) formative. 4. Progettare un modello di esperienze di apprendimento. Nel senso di un vero e peculiare progetto d'apprendimento, fondato su una serie di condizioni correlazionate, situazioni per mezzo delle quali, soprattutto il discente in eta’ adulta potrebbe utilizzare e servirsi di risorse umane (esperti, docenti, colleghi) e materiali (pubblicazioni, dispositivi e software per l'istruzione programmata, e mezzi audiovisivi)in tutta autonomia, proprio per presupporre a priori l’importanza fondamentale della responsabilità del discente che auto-diagnostica la stessa disposizione del suo bisogno di apprendimento. 5. Mettere in atto il programma Componente necessaria per il funzionamento del programma relativo alla gestione di attività di apprendimento è “ la qualità dei docenti”. Il docente, o formatore in genere, non è colui che impartisce delle conoscenze, cioè semplici dati informativi, è bensì il "facilitatore del processo di apprendimento". 6. Valutare il programma: è la ri-analisi, la neo-diagnosi da parte dei soggetti in formazione dei modelli di competenze desiderati per rivalutare le divergenze tra il modello e i loro nuovi livelli di competenze attendibili e desiderabili. 7. Apprendimento per contratto Nel modello andragogico è centrale il richiamo alla responsabilità del discente e alla condivisione del progetto (contratto di apprendimento). Questo favorisce la capacità di apprendimento autodiretto e di acquisizione di competenze in un piano responsabilizzante e diretto all’individualita’. Quanto detto finora ci permette di asserire che Knowles mette esplicitamente in discussione la tradizionale distribuzione di ruoli tanto in riferimento al docente o formatore , quanto allo stesso discente . Propone il coinvolgimento diretto, anzi assegna un ruolo decisionale, ai soggetti dell’apprendimento in tutte le fasi del processo, a cominciare dalla determinazione degli obiettivi. Rivaluta tra le risorse dell’apprendimento, aspetti scontati come l’esperienza, ma anche altri che lo sono di meno come lo stato emotivo e affettivo degli individui, le loro reciproche interazioni e quelle con il contesto tanto di lavoro quanto di vita. Knowles, rivoluziona la prassi formativa tradizionale e ancora largamente diffusa, in una direzione che i più avanzati educatori stanno già dichiarando (in molti) e sperimentando (in pochi): quella di una formazione rivolta all’individuo nella sua specificita’, conduttore di una sua propria storia, regista di una sua esperienza esistenziale, portastore, di idee,credenze, concetti, convinzioni, passioni, desideri, affezioni, esigenze, interessi, diritti e doveri. E’ proprio considerando l’individuo nella sua molteplicità di aspetti e condizioni che, all’interno di un percorso andragogico, necessari principi all’insegnamento, i cosiddetti tredici principi di insegnamento agli adulti: 1. È necessario che gli allievi conoscano e sottoscrivano le finalità del corso. 2. Gli allievi dovrebbero essere in condizione di voler imparare. 3. Nella situazione di apprendimento il clima dovrebbe essere amichevole e informale. 4. Le condizioni fisiche dovrebbero essere favorevoli. 5. Gli allievi dovrebbero partecipare attivamente e accettare di assumersi una parte della responsabilità del processo di apprendimento. 6. L'apprendimento dovrebbe essere in relazione con e utilizzare le esperienze degli allievi 7. L'insegnante dovrebbe conoscere la materia insegnata. 8. L'insegnante dovrebbe essere entusiasta della sua materia e del fatto di insegnarla. 9. Gli allievi dovrebbero essere in grado di apprendere secondo il proprio ritmo. 10. Ogni allievo dovrebbe essere consapevole dei propri progressi e in condizione di provare un senso di realizzazione. 11. I metodi di istruzione dovrebbero essere variati. 12. L'insegnante dovrebbe provare una sensazione di crescita. 13. L’insegnante dovrebbe possedere un programma flessibile per il corso[16]. Tre tipologie di metodo nell’educazione degli adulti: caso, autocaso, role playing CASO: La tipologia o metodo dei casi è stata suggerita ed introdotto nel 1921 ad Harward per affrontare tematiche legate al diritto inteso, non come semplice norma, ma come metodo per esemplificare il diritto stesso. Questo metodo consiste nel proponimento di una vicenda narrata o realmente accaduta o verosimile. Nell’ambito dell’educazione degli adulti il caso viene attuato sotto forma di : Problem solving Presa di decisione AUTOCASO: In questa tipologia definita appunto” autocaso”, ogni il singolo partecipante è portatrice del suo caso , fondamentale è il porsi delle domande, quindi procedere nella narrazione di una vicenda accaduta sulla quale potranno confrontarsi apertamente sia gli altri partecipanti e/o anche il docente. ROLE PLAYING: Sorto nel 1930 da Moreno, si esplica in due elementi fondamentali: la sociometria (elaborazione di test sociometrici da attuare in un gruppo già costituito); la drammatizzazione,parlerà anche di psicodramma, impersonificazione dei ruoli con lo scopo di interpretare un ruolo per acquisire nuove competenze. Il role playing viene sempre attuato in un gruppo riscaldato, cioè omogeneo e con relazioni intrinseche al gruppo Moreno inizia ad occuparsi di quest’ultima quando suppone che certi comportamenti devianti possano aver origine in famiglia. Capacità generali di apprendimento:Episodi sociali di apprendimento. L’uomo ha numerose possibilità di apprendimento e le facoltà umane sono un set di capacità e disponibilità generali all’apprendimento Gli studiosi di andragogia sottolineano essenzialmente egli “episodi sociali” dell’apprendimento, poiché – questo è già l’insegnamento di autori come Bruner, Gardner, James, Peirce, Dewey- l’uomo è anche e soprattutto attraverso la socialità che nette in atto atteggiamenti
comportamenti, mentali e non, riconducibili al processo di apprendimento. Per Knowle, Jerome Bruner ha avuto un grosso impatto sulla riflessione teorica riguardante l'apprendimento adulto, pur non essendo precisamente un teorico della formazione in età adulta. Secondo lo studioso l'apprendimento consiste in un'azione creatrice: ciò che viene prodotto non è una competenza specifica, bensì nuovi stili e modalità di pensiero. Questo processo di autoformazione dell'individuo rimane attivo per tutto il corso della vita ed ha come scopo lo sviluppo di procedure di pensiero sempre più complesse, in grado di dare risposte autonome ai problemi concreti. Egli sostiene che la formazione del pensiero ha origine dai concetti, cioè da astrazioni e categorizzazioni e dalla scoperta di regole logiche, di strategie di ricerca con le quali possiamo scoprire e codificare sistemi di organizzazione delle informazioni. Quindi attività del pensiero è di strutturare i dati e non associarli; tale attività sarà sostenuta dal linguaggio, che consente al pensiero di chiarirsi e di esplicarsi. E' il linguaggio che dà all'individuo la possibilità di narrare e di narrarsi e quindi di collocarsi nel mondo e dargli un significato[17]. L'individuo prima conosce il mondo attraverso l'azione, poi sviluppa una rappresentazione di esso attraverso le immagini, infine costruisce con il pieno possesso del linguaggio una rappresentazione del mondo sottratta all'azione. La narrazione giace nel cuore del pensiero umano. La rappresentazione dell'esperienza nelle narrazioni fornisce uno schema che rende gli uomini capaci di interpretare la loro esperienza. Nell'autobiografia l'individuo espone una visione di ciò che chiama il proprio Sé, con le sue attività, riflessioni, pensieri e posizione nel mondo. Il raccontarsi è visto come uno strumento autoconoscitivo e trasformativo, come un micromodello per la stessa ricerca educativa. L'autobiografia è vista come mezzo per far acquisire agli individui la capacità di costruire il proprio Sé; essa è dunque formazione, cioè il suo obiettivo è dare forma all'identità individuale, chiarire la dimensione progettuale della vita. L'autonarrarsi è lo strumento attraverso cui l'individuo, situato in un contesto, può sviluppare la propria identità Le nostre azioni sono condizionate dal modo in cui ognuno di noi vede la realtà e interpreta il mondo. In una teoria apprenditiva da un punto di vista andragogico o pedagogico forte ruolo ha giocato il comportamentismo: il comportamento di colui che apprende deve essere osservato attraverso gli eventi che avvengono nell’ambiente e non può prescindere da esso concentrandosi sui rinforzi, nonché con l’esordire degli anni 60 forte è l’influenza dello stesso costruttivismo ANDRAGOGIA: FORMAZIONE/EDUCAZIONE/APPRENDIMENTO La vita, la storia di ciascun individuo e l’apprendimento viaggiano su linee parallele, così come l’apprendimento è accompagnato dal processo di educazione e dal processo di formazione, cioè la capacità di apprendere abilità e competenze in termini più specifici. Bruscaglioni[18] ci fa capire, ad esempio, che formazione significa intervenire in maniera specifica ed organizzata sulla cultura non solo del singolo, bensì di gruppi, attraverso il metodo dell’apprendimento nella prospettiva cosciente della consapevolezza. Bruscaglioni, come lo stesso Knowles, ci fanno capire, soprattutto quando entriamo con il mondo dell’apprendimento in chiave di lettura andragogica, quindi specificamente rivolta agli adulti, che esistono numerose motivazioni all’apprendimento. Ricapitolando: Motivazioni estrinseche: es. si studia per trovare lavoro( motivazione economica) Motivazioni intrinseche: es. si studia per il piacere di studiare ( motivazione di entusiasmo). Motivazioni reattive: es. si sa di essere licenziati e si cerca, tramite corsi di formazione, di migliorarsi. Motivazioni proattive: es. si studia perché ci si rende conto che potrebbe essere utile per il proprio futuro. Resta il fatto che, seppur tante e forti siano le motivazioni del discente, anche se esso sia un adulto ci possono essere delle barriere nell’apprendimento, il quale puo’ divenire più difficoltoso e meno continuo. Queste barriere o filtri d’intralcio possono essere così elencate: Barriere negative d’apprendimento Barriere negative rispetto all’apprendimento stesso Ansia Mancanza di abilità d‘apprendimento Problemi fisici Barriere pratiche Barriere organizzative Barriere sociali e razziali Andragogia: approccio e stili d’apprendimento . Il modo in cui il discente può apprendere in linea oggettiva e interpersonale è definito come “approccio all’apprendimento”. Vengono ad essere riconosciuti prettamente dagli andragogisti due differenti e opposti tipi di approcco: Approccio Profondo con quattro caratteristiche principali: INTERIORIZZAZIONE fondamentale perché caratterizza l’apprendimento, (autentico interesse del soggetto all’apprendimento). APERTURA quando l’apprendimento è reale, deve fornire la capacità di comprendere e gestire l’ambiente contingente (apertura all’ambiente esterno). MOTIVAZIONE INTRINSECA studio perché voglio studiare o perché voglio apprendere qualcosa. COMPRENSIONE è il fine unico dell’apprendimento. Approccio Superficiale, il quale viene contrassegnato e caratterizzato da alcune coordinate essenziali: OPERATIVITA’ : io apprendo solo attraverso uno studio mnemonico e tecnico, tale caratteristica è fondamentale perché utile nello studio a memoria ( da non utilizzare quando l’apprendimento è generale). MOTIVAZIONE ESTRINSECA ha come motivazione il riconoscimento di qualche titolo per essere premiati. TIMORE DELL’INSUCCESSO studio per non rischiare di non riuscire a risolvere una situazione difficile. ADESIONE AD UNO SCHEMA RIGIDO voglio che nel mio schema non ci sia nulla di vago ma ogni cosa sia già predisposta. Stile d’apprendimento indica invece il modo in cui una persona riesce ad acquistare una maggiore quantita’ di dati, nozioni, contenuti nel corso dell’apprendimento stesso. Attraverso lo stile di apprendimento di un individuo è possibile contrassegnare le tipologie delle persone con i loro atteggiamenti: NON IMPEGNATA sono persone passive, con scarso coinvolgimento durante l’apprendimento, occorrera’ capire il perché di tale atteggiamento. ISTINTIVI sono quelle persone che possono reagire all’umore di quel momento di fronte all’apprendimento. DECISI Individuiche per apprendere devono già avere in mente dati logici certi, un determinato programma mentale del percorso da affrontare, prefiggendosi uno scopo. ATTIVI che imparano grazie all’uso di nuove tecniche e procedure, metodiche sperimentali; RIFLESSIVI i quali tendono ad avere molta cautela anche nell’apprendere; TEORICO; PRAGMATICI che cercano di mettere in pratica le teorie appena apprese. (Fondamentale MOTIVAZIONE e l’AUTOMOTIVAZIONE ) Obiettivi dell’apprendimento andragogico Gli obiettivi dell’apprendimento sono due: obiettivo formativo o educativo a lungo termine (prevede una valutazione finale); obiettivo formativo o educativo a medio termine (prevede una valutazione in itinere). L’ambiente è l’insieme di persone, situazioni presenti e future, con cui l’individuo può consapevolmente entrare in rapporto che può essere descritto come una mappa. L’insieme dell’ambiente e della persona determina lo spazio vitale di quest’ultima., l’individuo ha delle risposte psicologiche al proprio spazio, e questo si integra con quello di altri gruppi[19]. Così c’è una dimensione del comportamento dell’individuo che può essere individuata determinando la posizione dell’individuo nello spazio vitale, dentro o fuori del gruppo. Dunque lo sviluppo dell’apprendimento è connesso all’esperienza elaborata attraverso la propria mente e la propria storia personale, poichè l’apprendimento non è un puro fatto meccanico, ma l’elaborazione interiore di fatti consci e inconsci, basati tutti su elementi di carattere relazionale ed esperenziale - il pensiero è costruito dalle relazioni che intercorrono fra gli individui e dalle loro esperienze. La condizione fondamentale per il pensiero è che vi sia un’esperienza. E-LEARNING e Andragogia E –learning : definizione e cenni storici La Formazione a Distanza (FaD) ha oltre un secolo di storia. Una definizione di E-learning è quella proposta dall’osservatorio ANEE (Associazione Nazionale dell'Editoria Elettronica): L'elearning è una metodologia d’insegnamento e apprendimento che coinvolge sia il prodotto sia il processo formativo. Per prodotto formativo s’intende ogni tipologia di materiale o contenuto messo a disposizione in formato digitale attraverso supporti informatici o di rete. Per processo formativo s’intende invece la gestione dell'intero iter didattico che coinvolge gli aspetti di erogazione, fruizione, interazione, valutazione. In questa dimensione il vero valore aggiunto dell'e-learning emerge nei servizi di assistenza e tutorship, nelle modalità di interazione sincrona e asincrona, di condivisione e collaborazione a livello di community. L’utilizzo diffuso di tecnologie sempre più performanti e la nascita di bisogni di apprendimento individuali hanno condotto all’affermarsi dell’e-learning sia in contesti aziendali sia all’interno della Pubblica Amministrazione che, ovviamente nel settore più peculiarmente votato all’apprendimento: Università e Scuole[20]. La Fad viene suddivisa in tre cicli evolutivi , individuati da Nipper nel 1989, corrispondenti allo sviluppo degli strumenti di supporto della sua divulgazione: formazione per corrispondenza – La prima generazione; formazione plurimediale – La seconda generazione; formazione in rete- La terza generazione La prima generazione risale alla seconda meta’ dell’ottocento, si basa sulla corrispondenza postale, cartacea, in cui l'interazione tra docente e studente e' limitata allo scambio degli elaborati ed a rarissimi incontri in presenza. La seconda generazione si afferma alla fine degli '60, si avvale di materiali pluri e multimediali, (stampa, trasmissioni televisive, radiofoniche, software didattico). Tra docente e allievi le interazioni sono scarse, anche se effettuate tramite nuovi mezzi come il telefono, il fax, la posta elettronica. La terza generazione, detta anche formazione in rete, che si e' imposta in questi ultimi quindici-venti anni, si avvale delle reti telematiche, non solo per la trasmissione dei materiali, ma anche come ambiente per dare vita a processi di apprendimento collaborativo. La formazione avviene prevalentemente in rete, le conoscenze vengono costruite attivamente dai partecipanti stessi e le interazioni, sia con il docente, sia tra i discenti, assumono un ruolo fondamentale. Oltre ad abbattere le frontiere spazio-temporali, è importante sottolineare una possibilità che altri tipi di formazione non possono garantire: la personalizzazione dei percorsi formativi in base alle esigenze del singolo utente. L’e-learning rappresenta un nuovo paradigma di riferimento per pensare, progettare e gestire la formazione a distanza, capace di garantire rapidità; flessibilità; controllo dei costi e soprattutto capillarità di diffusione- E’ un modo diverso di apprendere, alternativo. - E’ una metodologia di auto-apprendimento e/o formazione, che utilizza un insieme integrato di strumenti tecnologici per la comunicazione a distanza. Le tre modalità fondamentali di utilizzo di questi strumenti sono: - apprendere in modo autonomo (auto-formazione); - apprendere in modo parzialmente assistito (tutoraggio); - apprendere ricevendo una serie di informazioni e assistenza da parte di un formatore . Potenzialità I vantaggi, gli effetti positivi e principali dell’e-learning sono: - la facilità con cui è possibile erogare formazione a distanza ad un’ampia utenza; - non ci sono manuali da rivedere e ristampare, bensì documenti in formato digitale, i cui contenuti sono molto più snelli da aggiornare; - grazie a questi nuovi supporti formativi, il docente può provvedere a cambiare "in corsa" i materiali del corso; - nel caso in cui l’utenza da raggiungere sia ampia e distribuita su ampi territori, i costi dell’utilizzo di strumenti di e-learning sono più bassi di quelli della formazione tradizionale. Non basta la tecnologia perché l’e-learning porti dei benefici. Vediamo adesso alcuni aspetti rischiosi nell’uso dell’e-learning: Il concetto di formazione a distanza non è certo nato assieme alle tecnologie digitali; le scuole e i corsi che offrivano diplomi di vario genere utilizzando un sistema di dispense inviate agli iscritti, sono certo noti a tutti. Peculiarità dell'e-learning è l'alta flessibilità garantita al discente dalla reperibilità sempre e ovunque dei contenuti formativi, che gli permettono l'autogestione e l'autodeterminazione del proprio apprendimento[21]; resta tuttavia di primaria importanza la scansione del processo formativo, secondo un'agenda che responsabilizzi formando e formatore al fine del raggiungimento degli obiettivi didattici prefissati». Secondo l’Osservatorio ANEE si sta realizzando una vera e propria rivoluzione che cambierà il nostro modo di apprendere e di lavorare. Potremmo definire la F.A.D come una forma di istruzione non convenzionale, un processo educativo,informativo che risponda alle esigenze individuali, sia a livello di contenuto, sia di tempi di fruizione. La rete, inoltre, offre la possibilita' di entrare anche in contatto con i maggiori esperti della materia che si sta studiando e porre loro dei quesiti: questa condizione e' difficilmente attuabile in una lezione tradizionale, in presenza di centinaia di ascoltatori, sia per l'elevato numero dei partecipanti, sia per la possibile difficolta' emotiva che puo' sorgere in alcuni nel porre un quesito di fronte ad vasto pubblico. Il valore delle interazioni interpersonali si puo' notare anche tra i singoli partecipanti, tra i quali si viene ad instaurare un vero e proprio 'peer tutoring', cioe' una forma di assistenza e di sostegno da parte di coloro che hanno maggiori competenze ed expertise. La Formazione a Distanza viene definita come "l'insieme dei metodi didattici in cui, a causa della separazione fisica tra gli insegnanti e i discenti, la fase interattiva dell'insegnamento (stimolo, spiegazione, domande, guida), come inoltre quella pre-attiva (scelta degli obiettivi, compilazione del curriculum e delle strategie didattiche), è condotta per mezzo cartaceo, meccanico, elettronico La rete acquista una nuova prospettiva: non solo intesa come strumento trasmissivo dei materiali didattici, ma soprattutto come luogo, dove dar vita a processi d'apprendimento connotati da un elevato grado di interattività fra tutti gli attori coinvolti (G. Trentin, 2001). [22]L'istruzione a distanza comincia a rappresentare una modalità di comunicazione mediante cui diventa possibile soddisfare una domanda di formazione sempre più generalizzata, soprattutto da parte degli adulti, nell'ambito di programmi di specializzazione e di riconversione. Andragogia e F.A.D: Diversi tipi di apprendimento Oggi la dimensione collaborativi e cooperativa, sia nella Fad che nell’insegnamento in presenza, è ritenuta indispensabile, soprattutto nel campo della formazione degli adulti[23] Tutti i partecipanti sono coinvolti in un percorso formativo che non esisterebbe a prescindere da una collaborazione tra pari molto intensa; grazie ad essa è possibile far emergere molte conoscenze "tacite", cioè non esplicitate, patrimonio delle persone che seguono lo stesso percorso e vengono coinvolte in attività e discussioni di gruppo. Lo scopo primario dell'e-learning pare allora essere, da questo punto di vista, mettere insieme risorse, sia all'interno sia all'esterno di una stessa organizzazione: la condivisione di esperienze e la collaborazione per ottenere certi obiettivi favoriscono l'interscambio di informazioni rilevanti, talvolta ancor più rilevanti dei contenuti stessi del corso. Un'altra caratteristica fondamentale dell'e-learning nell’assunto andargogico di “efficacia della formazione dell’adulto” è l'altissima possibilità di personalizzazione del servizio e l'approccio individuale centrato sulle esigenze del singolo. Come dice Valerio Elòetti, nel capitolo di riferimento all’andragogia in e-learning, "non si tratta più di portare gli utenti verso la formazione, ma la formazione verso gli utenti". Ogni utente deve essere in grado di scegliere le attività che più sono utili ai suoi obiettivi personali all'interno di un menu di opportunità formative che è pertinente al suo background, al suo lavoro e alle sue prospettive di carriera nel momento in cui accede alla formazione. La stessa persona, pochi mesi più tardi, di fronte allo stesso menu, potrebbe necessitare di un percorso formativo diverso. Infine, l'e-learning offre "eventi formativi" in molte modalità permettendo ad ogni utente di scegliere quella a lui più adatta in base al proprio stile di apprendimento[24]. L'atteggiamento di fondo è di libertà di scelta all'interno di un ambiente che offre svariate possibilità per apprendere gli stessi concetti. Sta all'utente scegliere: cambia totalmente la prospettiva dalla formazione tradizionale, in cui era il docente a stabilire il percorso da seguire. Nell'e-learning non vi sono percorsi obbligati, vi sono "consigli" e "suggerimenti" che si limitano a dare un'idea di ciò che è possibile fare, senza limitare i movimenti dell'utente. La libertà di scelta può essere un'arma a doppio taglio, però: non sempre avere molte possibilità porta a saper scegliere le migliori o le più adatte al proprio stile di apprendimento. Per questo è fondamentale che l'e-learning preveda tra le figure coinvolte un esperto di formazione in grado di analizzare le esigenze del cliente e di studiare per lui un percorso ad hoc. Approfondiremo questo tema perché merita di essere analizzato a fondo. Non va dimenticato, infine, che ogni studente ha un proprio ritmo di apprendimento e un personale approccio ai tempi della formazione; per questo esistono percorsi che prevedono attività formativa sincrona e percorsi che prevedono attività formativa asincrona, nei migliori dei casi sono progettati proponendo un mix delle due modalità. La sincronicità permette di sentirsi più vicini allo stile dell'aula, in cui si è compresenti (in questo caso virtualmente) al docente e ai colleghi; l'asincronicità permette invece a chi ha problemi di tempo di organizzarsi il proprio percorso formativo in totale autonomia, perdendo la possibilità di condividere istantaneamente la propria esperienza con altri studenti ma non escludendo la comunicazione con gli altri almeno a livello asincrono. Ad esigenze diverse, in ogni caso, l'e-learning offre soluzioni diverse. Questo stile può metter in difficoltà l'utente con scarsa confidenza col computer, ma se anche l'utenza utilizza spesso il Pc l'enorme varietà di percorsi identificabili può causare disorientamento. Perché sia efficace è necessario che la formazione venga progettata in modo estremamente funzionale e chiaro. BIBLIOGRAFIA M. Knowles, Quando l'adulto impara. Pedagogia e Andragogia Milano, Franco Angeli, 1997 (ed. or. 1973, aggiornata nel 1990) V. Eletti, Che cos’è l’ E-learning, Roma, Ed. Carocci, 2001 [1] Riferimento alla teoria di David Kolb [2] Cit dell’autore, rif a Tough, p.67 ( individui in apprendimento orientati per attività e creativita’) [3] M. Knowles, Quando l'adulto impara. Pedagogia e andragogia. Milano, Franco Angeli, 1997 (ed. or. 1973, aggiornata nel 1990), p.48 [4] Dewey citato da knowles in rif alle condizioni di apprendimento, p. 105 [5] Dall’articolo training and development journal, Knowels si riferisce a Mc Clusky p.82 [6] Citaz in rif a Maslow, p.26 [7] Knovels cita : Paolo Freire,, The pedagogy of the oppressed 1970 p. 78 [8] M. Bruscaglioni, Pedagogia e Andragogia, Ed. Franco Angeli, p..27 [9]Rif a Learning together ( imparare insieme ) proposto da David e Roger Johnson nel 1975” [10] Rif a Tolman, Hildgard e Bower – teorie rispetto il cambiamento cognitivo e comportamentale del soggetto e di adeguamento, p. 27 [11] Cit rif.A. Kaye – L’apprendimento in riferimento la collaborazione, l’interazione. [12] E. Tolmann 1886 -1959, p.39 [13] Combs e Snygg, affermazioni tratte da Pittenger e Gooding, 1971- p. 42 [14]M. Knowles, Op cit, p.69 12 Kingsley e Garry 1957, p. 91 [16] M. Knowels. [17] M. K - Cit Bruner, The Process of Education [18] M. Bruscaglioni, ( autore di Pedagogia e Andragogia nella chiave di lettura di Knowles) [19] Elias e Merriam, riferimento alla conferenza su la filosofia della formazione degli adulti che si tenne a North Andover, nel Massachussets. [20] www.sfera.it (articolo sull’ e-learning) [21] V. Eletti, Che cos’è l’E-learning, Carocci, Roma 2002, p.53 [22] G. Trentin, Articolo FAD, 2001,. [23] V. Eletti, Che cos’è l’E-learning, Carocci, Roma 2002, p.49 [24] Riferimento al processo teorico di Simon Hooper – Dan Diaper e Colston Sanger