giovedì 4 novembre 2021

La psicologia dell'innamoramento: amore e filofobia

 



 
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Vi siete mai chiesti perché tutto è così colorato quando si è innamorati? L'amore è una delle esperienze più estatiche che una persona possa avere nella vita. La beatitudine e l'euforia dell’amore e la soddisfazione di avere un legame intimo con la persona che ami può capovolgere la tua vita. L'amore non è solo una sensazione, ma sia gli aspetti positivi che quelli negativi dell'amore possono far impazzire il nostro corpo. Mentre l'amore può sembrare molto semplice ma può avere cambiamenti complessi nel modo di pensare e di comportarsi. L'amore può dimostrarsi un'esperienza innegabilmente potente e sconvolgente. Ma perché l'amore è così forte e qual è la base psicologica dietro di esso? Diamo uno sguardo agli aspetti psicologici dell'innamoramento.

La psicologia dell'innamoramento

Di seguito sono riportati alcuni fatti che ci mostrano cosa succede nel nostro cervello e nel nostro corpo quando ci innamoriamo.

1. L'amore produce cambiamenti chimici nel corpo

Hai mai sperimentato che guardare la persona che ami non solo ti fa sentire meglio, ma senti davvero la sensazione in tutto il tuo corpo? Potresti sentire che il tuo cuore agisce insolitamente o più veloce o più lento, i tuoi palmi delle mani possono sudare, il tuo corpo potrebbe tremare e senti anche un improvviso picco di euforia nel tuo corpo. Questo accade perché quando ci innamoriamo, ci sono effettivi cambiamenti chimici in corso nei nostri corpi. Quando siamo innamorati il nostro cervello trabocca di sostanze chimiche come la dopamina e l'ossitocina. Queste sostanze chimiche migliorano le aree del nostro cervello che sono legate ai sistemi di piacere e di riconoscimento. Questi cambiamenti chimici introducono effetti fisici nel nostro corpo così come meno dolore, più gioia e la dipendenza. Allo stesso modo, quando coccoli, abbracci o baci il tuo partner, si ottiene una scossa istantanea di relax e tutto il tuo stress svanisce perché il tuo cervello viene inondato di ossitocina.

2. L'amore a seconda della tua relazione può eliminare o aumentare lo stress

L'amore può funzionare agli estremi. L'aumento dei livelli di dopamina e ossitocina può rendere il tuo corpo rilassato e quasi completamente privo di stress. Tuttavia, se le cose vanno male, questa dipendenza affettiva può anche avere un effetto completamente opposto. Il cortisolo è un ormone che può aumentare lo stress nel nostro corpo e quando inizialmente ti innamori e non sai se l'altra persona prova lo stesso per te, si va in un maggiore stato di stress. Le fasi iniziali dell'amore è un momento pazzesco dove stai cercando di sviluppare intimità con un'altra persona. L'ansia che piaci o meno all'altra persona può portare a cambiamenti ormonali,paura e fluttuazioni dell'umore. Tuttavia, se la tua vita sentimentale sta andando bene, può ridurre lo stress in modo significativo a lungo termine.

3. Siamo programmati per sviluppare connessioni

Innamorarsi è una caratteristica intrinseca. Ci sono molte forze cosciente e subconscio all'opera che ci rendono intensamente interessati ad un'altra persona. Mentre è vero che possiamo attribuirlo alle nostre influenze biologiche e chimiche, ma è molto più profondo di quello. Innamorarsi di qualcuno e sviluppare una relazione che dura tutta la vita dà significato alla nostra esistenza. Lo sviluppo di connessioni più profonde ci aiuta a dare un senso alla nostra vita. Quando condividiamo la nostra vite con qualcun altro che amiamo profondamente, arricchisce la nostra esperienza. Amare può farci sentire come se appartenessimo a qualcuno che ci fa sentire convalidati. È la massima espressione significativa e la vita senza significato può essere difficile e noiosa. L'amore significa anche esserci l'uno per l'altro nel momento della malattia e salute. Le buone relazioni possono tirare fuori il meglio di te e dell'altra persona. Non puoi ignorare un simile legame poiché le persone sono naturalmente attratte verso la persona che li rende migliori. Le relazioni basate solo sull'attrazione fisica svaniscono solo dopo un paio di mesi, ma se il tuo partner è qualcuno che è anche tuo amico sotto l'elemento romantico, allora questo potrebbe rendere la tua vita molto più soddisfacente.

4. Ti senti più sicuro, più felice e talvolta anche dipendente

Essere innamorati e lasciare entrare a qualcuno nella tua vita può farti sviluppare fiducia nei confronti del tuo partner. L'ossitocina rilasciata attraverso il contatto fisico può rafforzare il tuo affetto con qualcuno e produrre sensazioni di appagamento, piacere, sicurezza e calma. Tutti gli elementi positivi che provi a causa dell'altra persona possono farti sentire sicuro e protetto. Essere innamorati è anche un fornitore naturale di aumento dei livelli di dopamina nel corpo. La dopamina è la sostanza chimica che regola il centro del riconoscimento e del piacere. Quando il vostro partner è il motivo di quella sensazione gratificante, il corpo tende automaticamente a sentirsi più sicuro intorno a loro. Gli studi hanno dimostrato che quando vengono mostrate le immagini dei propri cari, le aree cerebrali delle persone associate alla dopamina mostrano una maggiore attività. A causa di tali forti influenze, l'amore può anche renderti dipendente dall'altra persona. L'amore è un bisogno a cui una volta ci si abitua, non si può ignorare per lunghi periodi. I giunchi di ossitocina e dopamina possono farti desiderare di più. Gli studi hanno dimostrato che innamorarsi colpisce il cervello proprio come fa la cocaina. Questo attiva le stesse parti del cervello e scatena la stessa euforia della cocaina, degli oppioidi e di altri farmaci che creano dipendenza. L’amore e l’innamoramento sono due cose diverse. Nello specifico, l’amore è caratterizzato da fasi e l’innamoramento è una di queste. Avete presente le cosiddette farfalle nello stomaco? Di sicuro, sappiamo che questa fase non è eterna, ma quanto dura?

5. Innamoramento: sconvolgimenti fisici ed emotivi

L’innamoramento può essere definito come l’affetto che porta ci porta a cercare una relazione intima con un’altra persona: la fase che caratterizza l’inizio di un amore e che tende a manifestarsi con diversi segnali: il cuore batte all’impazzata e le mani sudano. Il nostro corpo, in questa fase, libera diversi ormoni: endorfine, luliberina, ossitocina, testosterone (l’ormone del desiderio sessuale) e la dopamina. L’innamoramento si manifesta allo stesso modo sia per gli uomini che per le donne, anche se qualche differenza sembra esserci tra i due sessi: negli uomini l’aspetto sessuale prevale sul resto, mente nelle donne le emozioni sembrano avere la meglio. In questa fase, risulta esserci anche una forte idealizzazione dell’altro: le differenze risultano essere quasi impercettibili. Ci si sente attratti, quasi rapiti dall’altra persona. Insomma in un certo senso la chimica interna ha un ruolo nella scelta sentimentale: è grazie a questa, infatti, che l’altro ci appare così speciale.

6. Il meccanismo alla base dell’innamoramento

Gli psichiatri affermano come nell’innamoramento sia coinvolto anche il nostro inconscio: sembra essere proprio lui a scegliere chi potrà soddisfarci e piacerci, in base a quello che sono la voce o i gesti dell’altra persona: in pratica questi risultano essere degli elementi che, a loro volta, risvegliano in noi ricordi e legami primordiali. E’ come se i nostri sensi si posassero su quello che stiamo cercando: arriviamo quindi a proiettare i nostri desideri sull’altro.

7. Quanto dura l’innamoramento

Secondo la ricerca scientifica, la fase dell’innamoramento, dura circa tre anni. Successivamente, inizia ad assumere un’altra forma. L’innamoramento lascia il posto ad un amore più consapevole, alla razionalità, ai progetti e alla stabilità. Questo non significa non vivere più emozioni ma, semplicemente, vengono accompagnate anche da altro allo scopo di stabilire e consolidare il legame. Bader e Pearson, a tal proposito, hanno paragonato lo sviluppo dell’amore di coppia, che parte dall’innamoramento, con quello del bambino: hanno infatti affermato che, come le basi dell’attaccamento si formano nei primi tre anni di vita del bambino, così ogni coppia passa dalla fase dell’innamoramento ad un rapporto d’amore adulto: in tre anni (Scopri le caratteristiche di una coppia felice).

8. La fase dell’amore: cosa subentra?

Dopo l’innamoramento, subentra l’amore: una condizione che presuppone la voglia concreta di avere progetti comuni e voglia di concretezza. Si va in contro ad un amore maturo e maggiormente consapevole. D’altronde, noi umani cerchiamo anche questo: sicurezza e stabilità. Spesso, però, c’è chi rimpiange la fase dell’innamoramento, che viene ricordata come piena di leggerezza e passione sentendo la necessità di riprovare quelle sensazioni iniziali: il corteggiamento costante, scoprire il partner in tutti i suoi aspetti, sempre di più e avere in mente solo lui, per l’intera giornata. Insomma, spesso si vorrebbe ritornare indietro e provare quel pizzico di follia, forse perché si crede sia quasi impossibile riprovare certe cose, anche a distanza di tempo. Dovete sapere, però, che anche a distanza di anni, si possono riuscire ad avere quei piccoli momenti di follia. Ecco come…

9. Consiglio per mantenere viva la passione

Innanzitutto, accettate il fatto che ogni cosa ha il suo tempo. In ogni caso, non è detto che quello che verrà in futuro non possa essere ugualmente bello e entusiasmante. Evitate di dare per scontato l’altro: rinnovatevi, fate sempre cose nuove: è l’abitudine ad uccidere le emozioni, l’amore inconsapevole e immaturo.

10. Come capire se siamo in presenza di vero amore?

Se volete la felicità dell’altro, se considerate importante il suo pensiero, se vi date reciprocamente delle attenzioni, se vi rispettate e, al contempo, continuate ad avere rispetto di voi stessi, non potete che essere in presenza di questo. Per mantenerlo vivo, coltivate progetti ed obbiettivi comuni, condividete momenti di intimità di coppia, ma ricordate anche di ritagliarvi i vostri spazi personali. In questo modo, riuscirete a mantenere vivo il rapporto e a provare, anche se diversamente dalla fase iniziale, dei forti momenti di piacere nello stare con l’altro/a. E se così non fosse? Non possiamo che suggerirti di provare ad affidarti ad uno psicologo di coppia che possa aiutarvi a ritrovare la sintonia e a recuperare il rapporto che in molti casi, rischia di perdersi per strada.

 

11. Cos’è la filofobia

 

Ogni essere umano ha paura di qualcosa, qualcuno ha anche paura di amare! Talvolta ciò che la mente umana percepisce come una minaccia è l’imprevedibile, l’ignoto, perché ciò che non si conosce è visto come incontrollabile.

Ma talvolta ad incutere paura potrebbe essere uno scenario che all’apparenza non possiede nulla di minaccioso, e in questi casi il soggetto ha un grossa difficoltà a spiegarsene le motivazioni.

Così, molti soggetti sperimentano una filofobia, ovvero paura di amarepaura di innamorarsi o paura di instaurare una relazione alla cui base ci sia un vero innamoramento.

Tutti noi siamo soliti considerare l’amore come un qualcosa di positivo, qualcosa che dà un beneficio alla persona e non una cosa da evitare.

Eppure diverse ricerche evidenziano che molti individui dichiarano di aver paura dell’innamoramento e paura di amare davvero un’altra persona, anche se di fatto dall’altra parte ricercano vicinanza, affetto e stabilità come tutti.

Infatti, sono molti i soggetti che quando si innamorano esperiscono emozioni molto intense che percepiscono come incontrollabili e pericolose, perché prendono il sopravvento sul proprio modo abituale di fare e di pensare.

Tutti siamo alla ricerca di un amore, ma a volte vivere una relazione seria spaventa; talvolta contro la voglia di lasciarsi andare ci sono tante resistenze mentali, che bloccano e non permettono di vivere serenamente una storia d’amore.

Si parla dunque di filofobia o paura di innamorarsi mentre altri parlano di anoressia sentimentale, quando non si riesce ad amare davvero per il timore di soffrire (o soffrire ancora), ipercontrollando i propri sentimenti e esasperando il proprio bisogno di indipendenza e invulnerabilità.

Il filofobico può arrivare a manifestare veri e propri sintomi di ansia e una paura sconsiderata e irragionevole, che lo spinge a evitare tutte quelle situazioni, o persone, che potrebbero portarlo ad un coinvolgimento sentimentale.

In alcuni casi, la paura di amare non si manifesta solo con difficoltà nell’approcciarsi all’altra persona, vista come un pericolo alla propria stabilità emotiva, ma può portare a sperimentare dei veri e propri attacchi di panico.

 

12. Cause della filofobia

 

Sono tante le sfaccettature della stessa dinamica, che impedisce di stare serenamente in coppia e costruire un futuro insieme ad un’altra persona, in quanto la paura di amare porta ad atteggiamenti che fanno sentire il partner non amato e poco importante.

Ci può essere un timore di perdere il controllo della situazione, tipico delle persone molto razionali o di quelle che hanno sofferto per amore. Si tratta di una sorta di reazione di allerta che si attiva quando si capisce che la storia si fa più seria e si inizia a sentire di essere dipendenti emotivamente dall’altro.

Queste sensazioni all’inizio di una relazione (ma solo all’inizio) sono normali e anche entro certi limiti funzionali, perché l’innamoramento comporta necessariamente una perdita di controllo e un affidarsi all’altro.

Quando però si è abituati a controllare sempre tutto, per carattere o per difesa da una potenziale sofferenza, non si è disposti a vivere in funzione dell’altro e quindi si ha talmente paura di amare da allontanarsi (e allontanare l’altro) quando più ci sarebbe da avvicinarsi e lasciarsi andare.

L’innamoramento è considerato una debolezza, qualcosa che ci rende vulnerabili e dipendenti, e l’altro diventa un potenziale pericolo. Succede proprio l’opposto di quello che dovrebbe accadere in amore: invece che sentirsi sicuri vicino al partner, ci si sente fragili.

Quando i sentimenti forti sono intesi come fonte di insicurezza e pericolo, la filofobia prende il sopravvento e non ci si lascia più andare.

Quando, invece, l’amore passato è stato fonte di sofferenza, si teme di ritrovarsi nella stessa sensazione, di essere abbandonati, feriti, traditi o umiliati, e si cerca di razionalizzare e controllare, per quanto possibile, il proprio coinvolgimento. Questo con l’illusione che sia proprio questo atteggiamento di chiusura a renderci immuni dalle future sofferenze d’amore.

Inoltre, talvolta si ha paura di impegnarsi perché la paura d’amare nasconde una paura della perdita di libertà. Spesso viviamo l’amore come un vincolo o un limite, che comporta impegno e responsabilità. Amare diventa un obbligo, una costrizione all’interno di una relazione, dove adattare la propria vita alle esigenze e alle aspettative dell’altro è vissuto come uno sforzo anziché un piacere e un arricchimento quale dovrebbe essere.

 

13. Gli effetti della filofobia sul partner e sulla relazione

 

La persona che soffre di filofobia, talvolta, pur essendo consapevole dell’infondatezza della propria paura, non riesce a fare a meno di fuggire dalle relazioni, combattuta, da un lato, dal desiderio di lasciarsi andare ai propri sentimenti e a quelli del partner, e spinta, dall’altro, a scappare, per sedare l’ansia e il forte stato di tensione che finiscono col prendere il sopravvento.

Anche quando riesce a stare in una relazione, alterna momenti di vicinanza ad altri di distacco, sta sempre sulle difensive, un passo indietro; spesso ciò genera anche difficoltà sessuali, soprattutto per le donne, il cui piacere passa attraverso il lasciarsi andare, la perdita di controllo, e quindi implica la fiducia totale nel partner.

Capita inoltre che queste persone che hanno molta paura di amare scelgano deliberatamente di intraprendere storie d’amore difficili e impossibili (partner sposati/fidanzati, a grande distanza, addirittura solo “telematici”, ecc.), stando bene attente a cogliere ogni piccolo segnale che faccia loro capire quando è il momento giusto per prendere le distanze e mettersi al riparo.

Il più delle volte, però, questa attenzione estrema ai segnali di minaccia abbandonica, sulla base della loro paura e sfiducia verso l’altro, le porta ad investire limitatamente sulla relazione, ad allontanarsi per prime e a sminuire l’importanza del partner, ferendolo ripetutamente e facendolo sentire poco amato, con l’alto rischio che questo si allontani davvero per sana auto-protezione.

 

14. Come affrontare e superare la filofobia

 

Innamorarsi è senza dubbio un’esperienza che mette in gioco aspetti profondi della nostra personalità. Condividere la propria vita con la persona che si “sceglie” di amare, infatti, vuol dire mostrare all’altro aspetti intimi del proprio sé, rendersi debole e vulnerabile.

Il rapporto di coppia rappresenta un delicato gioco di forze, all’interno del quale è necessario, per trovare un equilibrio funzionale, da una parte adattarsi e modificare alcuni comportamenti o atteggiamenti propri per sentirsi più vicini al partner e donargli amore, e dall’altra riuscire a rimanere se stessi, mantenendo i propri spazi di intimità e autonomia.

Se l’amore è sinonimo di coppia, e questa di limiti, rinunce e responsabilità, nonché di minacce alla nostra stabilità emotiva e alla nostra indipendenza, è normale avere paura di amare. Per prima cosa, però, bisogna ricordare che la relazione di coppia non è un obbligo, ma una scelta.

Abbiamo paura di rimanere delusi dagli altri ma il problema della delusione sono le nostre pretese. Si ha paura di amare perché si teme di non ricevere quello che desideriamo.

Se ci si continua a illudere che la nostra felicità dipenda da cosa fanno gli altri, avremo sempre troppe pretese verso l’esterno, con alta possibilità di restare delusi e soffrire. In questo modo è normale, inevitabile, avere paura di amare.

Se partiamo dall’idea che sia negli altri la capacità di farci stare male, è inevitabile tenerli lontani quando i loro comportamenti non sono come vorremmo.

La paura di amare impedisce di dare amore, ma anche di riceverlo a lungo termine. Paradossalmente è amare il solo rimedio alla paura d’amare. Diventa un circolo vizioso, perché più si ha paura di amare, meno si ama e più si soffre, pensando però che la causa di tutto sia fuori di noi perché gli altri non ci amano.

Così nascono le pretese, il desiderio che gli altri siano come vorremmo, perché si pensa che se così fosse, staremmo bene. Il problema è che la paura di amare porta a pretendere amore (per sentirsi al sicuro) senza darne e senza darsi, col risultato che l’altro, qualora ci amasse, col tempo smetterà di farlo.

E’ molto importante diventare pienamente consapevoli dei propri vissuti emotivi, rendersi conto di quanta paura abbiamo di abbandonarsi all’amore, ma pretendendolo.

Riconoscere questa paura non è facile, perché può mascherarsi dietro mille “giustificazioni” quali ad esempio malessere, disinteresse per le relazioni serie, difficoltà pratiche e logistiche, stanchezza, periodi difficili, ecc.

Nel caso in cui, il disagio generato dalla paura d’amare prenda il sopravvento è consigliabile ricercare il supporto di uno psicoterapeuta, al fine di trovare, all’interno di un contesto d’ascolto adeguato, uno spazio utile a superare i timori relazionali e imparare a lasciarsi andare, a dare per il piacere di dare e di amare senza pretendere di ricevere.

Chiedere aiuto è il primo passo per iniziare ad affrontare la paura d’amare, poiché attraverso la psicoterapia si sperimenta una relazione alla cui base c’è la fiducia e la possibilità di affidarsi; capire l’origine delle ferite e imparare a risanarle può permetterci di riscoprire quanto può esser positivo per viver meglio, aprirsi (o riaprirsi) alle relazioni affettive, concedendosi il lusso di rischiare di essere felici.

Conclusione

L'amore è sicuramente qualcosa di più di un semplice sentimento e può cambiarci sia dentro che fuori, mentalmente e fisicamente. La forza dell'amore può far sì che avvengano cambiamenti drammatici a livello genetico che è qualcosa di completamente fuori dal nostro controllo. Essere innamorati può avere un impatto drastico sulla tua vita, inducendo diversi cambiamenti biologici e riducendo lo stress, alleviando il dolore e rendendoti molto più felice.

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Psicologia & Filosofia Prof. Vincenzo Isaia

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