martedì 21 novembre 2023

Emozioni in classe. Oggi più che mai.

Emozioni in classe. Oggi più che mai.

Si rimanda al link

https://www.humanitas-care.it/news/emozioni-in-classe-limportanza-della-didattica-emotiva/

In un momento storico in cui gli studenti sono demotivati e disorientati, rendere più sintonica la relazione insegnante-allievo potrà creare un maggiore coinvolgimento dell’alunno e spingerlo ad una partecipazione più attiva e collaborativa, dove il gruppo classe può diventare fonte di forza e di sostegno emotivo. Come far entrare le emozioni in classe e approfittare della loro naturale presenza? I docenti si emozionano ed emozionano? I ragazzi? In realtà, anche in assenza di esperienze eclatanti, l’emozione è sempre presente: se gli studenti manifestano indifferenza non dobbiamo pensare che non si tratti comunque anch’essa di un’emozione. Importante quindi che gli insegnanti si adoperino per capire e accogliere le emozioni degli studenti per motivarli e farli sentire accettati, solo così i processi cognitivi possono dare il meglio nel loro funzionamento.In realtà l’insegnante ha una grande influenza sulla creazione dell’immagine di sé e sulla motivazione dello studente; se riconosce e accoglie le emozioni, includendole nell’intervento didattico, può far leva su di esse per l’apprendimento, contribuendo così allo sviluppo dello studente nella sua globalità. E’ sicuramente vero che un’atmosfera serena e incoraggiante favorisce un apprendimento positivo ed evita lo stress. In classe proviamo empatia per le emozioni degli altri e lavoriamo meglio se respiriamo un clima caldo, di serenità e benessere, dove si è accolti anche se si sbaglia, dove gli errori vengono accettati e non siano avvertiti come fonte di divertimento per gli altri o di paura. Gli insegnanti che amano il proprio mestiere sono più solidali e più creativi rispetto a coloro che amano meno insegnare;  possono favorire lo sviluppo del concetto di sé accademico e la motivazione dei loro studenti a investire nell’apprendimento. Il piacere degli insegnanti è in qualche misura contagioso per gli studenti. Al contrario, se gli insegnanti sperimentano emozioni negative, come la rabbia o la noia durante l’insegnamento, portano inevitabilmente al distacco degli studenti e il loro apprendimento sarà meno efficace Si hanno effetti negativi anche quando l’insegnante si concentra più sui risultati che sull’apprendimento e la sua tolleranza per gli errori è bassa; in questo caso gli studenti spesso reagiscono con ansia, cercando di soddisfare le richieste e le aspettative dell’insegnante, cercano di nascondere il loro bisogno di aiuto,  rinunciano alle loro responsabilità e aumentano la loro motivazione estrinseca. Le emozioni e i sentimenti che derivano dal successo scolastico aumentano la credenza di autoefficacia e la motivazione, mentre l’insuccesso – stimolando emozioni negative – allontana dalle situazioni di apprendimento. Gli studenti hanno bisogno di emozioni positive per rimanere sui compiti, per guardare ai propri errori e migliorare il loro processo di apprendimento e i risultati.  Non sono certo da intendere come debolezze o qualcosa di cui vergognarsi. Le emozioni in classe sono sacre. Vitali. E lo si sa bene. Le emozioni sono un fenomeno complesso e difficile . La parola deriva dal latino “emovus”, participio passato del verbo “emovere”, che significa “portare fuori”, muovere verso l’esterno. Un’emozione è infatti la reazione ad un avvenimento  che influenzano a loro volta il pensiero e il comportamento dell’individuo. Lo so non è sempre facile, ma occorre per imparare “l’ispirazione come senso di appagamento e motivazione,  con sorrisi e risate, l’entusiasmo, l’affetto verso la persona che mi trasmette le conoscenze”. Bisogna prima spazzar via la paura del giudizio dell’insegnante, dei compagni o dei genitori, e lavorare sulla tristezza, l’ansia o il timore di non sentirsi all’altezza. Diversi studi nell’ambito delle neuroscienze ci dicono che quando siamo contenti, ad esempio per aver ricevuto una gratificazione per il lavoro svolto, il nostro cervello reagisce sollecitando il circuito della ricompensa, detto “circuito dei reward”.Nello specifico si attiva la produzione di un neurotrasmettitore che si chiama dopamina, legato alla motivazione. Rendere più sintonica la relazione alunno-insegnante. Alcuni studenti guardano alla propria esperienza scolastica principalmente con emozioni positive, altri con emozioni ambivalenti o prevalentemente negative. È un dato di fatto che l’apprendimento scolastico è un processo di accumulo non solo di conoscenze e di abilità, ma anche di esperienze di apprendimento che influenzano gli atteggiamenti di uno studente verso il suo percorso formativo.


 

 

 

 

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