giovedì 14 luglio 2022

UOMINI E DONNE DIVERSITA’ PSICOLOGICHE? QUALI SONO?

 

UOMINI E DONNE

diversita’ psicologiche? quali sono?

 https://www.psicologiacontemporanea.it/blog/le-differenze-tra-uomini-e-donne/

Esiste davvero una differenza psicologica tra uomo e donna. Certamente. E non è facile volerlo accettare. Oltre alle solite discussioni che vertono su argomenti pregiudicati dall’esigenza di mostrare che la sempre e solita cantilena tra uomo e donna si evince soprattutto da come questi diversamente vivono  la relazione erotica, ovvero chi dei due  può prescindere dal sesso biologico, in questo articolo cercherò di far vedere si le differenze in essere tra i due sessi, ma allo stesso tempo dimostrare aspetti androgini dell’essere umano in sè,  ovvero la presenza in ciascuno di caratteri pure dell’altro sesso, con il risultato di rendere più chiare le cosiddette differenze di genere. Il focus mira dunque alla questione delle effettive differenze psicologiche tra donne e uomini, evitando il più possibile di ricadere frasi preconfezionate e discorsi da bar e appiattiti. La psicologia, occupandosi delle differenze tra donna e uomo, è da un lato lontana  dal ricercare una “essenza” del femminile e una del maschile, ma dalla prospettiva cognitiva ed emozionale necessita proprio di un ritaglio di differenze. Una cosa è sicura, nella contemporaneità le differenze psico-comportamentali sono abbastanza chiare; ma non è tanto utile constatare ciò, semmai capire qual è il fondamento, la vera causa madre. Se far leva solo alle differenze corporee o invece all’educazione e alla cultura, è questione oggetto di vivaci scontri dialettici e di forti equivoci. Si va da posizioni storiche, sociali, culturali, etniche, contestuali a posizioni decisamente fisiologiche e biologiste, ma una cosa è certa queste ultime, oggi minoritarie, che fanno dipendere dai processi ormonali una quantità di differenze comportamentali non reggono più. Dunque bisogna avere una mente tanto aperta e sincera da superare tanto l’eccessivo corporeismo fisiologico e lo pseudo biologismo quanto il sociologismo.

Le differenze in verità sono in parte in crisi.  Nella nostra epoca storica nostro notiamo che ciò che dei tratti psico-comportamentali differenziali sembrava stabilmente attribuibile “per lo più a un genere o allaltro in base a considerazioni fondate in definitiva sulle differenze anatomo-fisiologiche – appare oggi, alla luce dei cambiamenti sociali degli ultimi decenni, sempre meno, quasi una certa sfumatura.

QUALI DIFFERENZE SONO RIMASTE? Partiamo dalla visione pragmatica e di comunicazione verbale, paraverbale e non verbale

1.Uomini e donne utilizzano diversi linguaggi del corpo

2. Nel conversare si esprimono differenze delle quali non sempre si è consapevoli a livello conscio (Swann 1992)

3. Nei gruppi misti gli uomini tendono a intervenire di più con affermazioni e richieste dirette e a interrompere di più gli interlocutori. Le donne, invece, tendono a essere interrotte, a formulare richieste indirette e a sostenere maggiormente la conversazione degli interlocutori con domande o espressioni paraverbali

4. Hanno grafie diverse, sembrano però non esistere studi al riguardo, tuttavia spesso categorizziamo alcune grafie come tipicamente maschili o femminili.

5. Sottolineiamo continuamente la nostra appartenenza sessuale nella scelta degli oggetti anche quando questa sottolineatura non sembrerebbe avere ragioni concrete (es. bottoni in un vestito, grandezza dell’orologio)

6.Capacità verbale: nel corso della crescita le ragazze acquistano una competenza verbalemaggiore rispetto ai ragazzi, rilevabile1 mediante prove di fluidità, di comprensione, di scrittura verbale

7. Capacità visuospaziale: i test psicologici rilevano una maggiore capacità visuospaziale negli individui di sesso maschile

8. Capacità matematiche: anche in questo caso i maschi hanno mediamente maggiori capacità. Questa differenza è parzialmente determinata dalle migliori capacità visuospaziali nei maschi

9. Aggressività: mediamente, gli uomini sono più aggressivi delle donne, questo è un aspetto comportamentale che ha un nesso biologico forte, è la presenza di testosterone (ormone sessuale maschile) a determinare un maggior grado di comportamenti aggressivi. Inoltre considerando solo gli uomini la presenza di testosterone è correlata a un maggior numero sia di comportamenti aggressivi che di comportamenti sessuali

10: Rischio: le donne sono più avverse al rischio rispetto agli uomini [Rumiati et al. 2009]

11: Negoziazione: le donne hanno generalmente obiettivi meno ambiziosi e attuano maggiormente la negoziazione integrativa [Rumiati et al. 2009]

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Le differenze del cervello emergono a 13 anni: Il cervello si comporta in due modi diversi. Spiegate le differenze tra uomini e donne

L’uomo sa leggere le mappe e la donna è capace di fare molte cose contemporaneamente. I soliti stereotipi? Stavolta no; è il risultato di una ricerca scientifica. Gli esperti dell’Università della Pennsylvania hanno scoperto che il cervello maschile e quello femminile hanno due funzionamenti differenti, il che spiegherebbe le predisposizioni degli uni e delle altre. Si tratta del più vasto studio condotto in materia: 949 persone (521 donne e 428 maschi) di varie età, i cui cervelli sono stati scannerizzati con il tensore di diffusione, una tecnica di risonanza magnetica che segue le molecole d’acqua nel tessuto biologico. Il risultato è una sorta di mappa delle sinapsi e della loro connettività.

Secondo i dati raccolti dai ricercatori statunitensi, nel cervello maschile le connessioni corrono dalla fronte alla nuca lungo lo stesso emisfero (tranne che nel cervelletto), mentre in quello femminile le connessioni sono trasversali e vanno dall’emisfero destro (legato all’intuizione) a quello sinistro (legato al pensiero logico).

Che cosa significa? Che le donne sono brave nel multitasking, ovvero nel fare più cose insieme, sono più intuitive, dimostrano maggiore empatia. Mentre i maschi eccellono nelle attività motorie, dove si impiegano i muscoli, e sono più capaci ad analizzare lo spazio, a orientarsi e a capire le mappe.

Differenze indubbiamente legate al sesso dei soggetti: prima dei 13 anni, infatti, il cervello maschile e quello femminile si comportano pressoché allo stesso modo e solo con il sopraggiungere degli ormoni sessuali le differenze cominciano a notarsi.

Dopo decenni di discussioni, ciò che sembra rimasto di differenza statisticamente significativa, scarsamente influenzata dall’educazione, è per le donne la superiorità, in media, nelle abilità linguistico-verbali (anche se talora contestata) e altresì nella comunicazione non verbale specie a tonalità emotiva; per gli uomini la superiorità in compiti visuo-spaziali, come l’orientamento e la rotazione mentale di oggetti. Ancora: nelle donne maggiore attitudine all’immedesimazione empatica e alla relazione affettiva (communion), inoltre una maggiore motilità manuale fine e rapida; negli uomini la maggior propensione al comportamento intraprendente (agency) e all’aggressività fisica, nonché le maggiori abilità motorie nel colpire oggetti. Peraltro, alcune di queste differenze sono più marcate in età giovanile e si attenuano delle età successive.

Pure il maggior valore che in genere le donne attribuiscono alla dimensione affettiva nel rapporto con l’altro sesso, rispetto a quella fisica, è leggibile in chiave filogenetica: la vulnerabilità in fase di gravidanza e di puerperio, specie in epoche passate, richiede protezione e continuità della relazione con il partner.

Alla luce degli studi empirici in psicologia, l’insieme di tratti psico-comportamentali tipici di ciascun sesso appare oggi meno ampio che in passato, ma non nullo. Inoltre, il medesimo insieme appare meno stabile, dacché tratti ritenuti prerogativa di un sesso si ritrovano pure in persone dell’altro sesso. Del resto pochi tratti differenziali di ordine cognitivo e affettivo sono agganciabili alle differenze corporee e di funzioni riproduttive. Né va trascurato il ruolo esercitato dagli stereotipi di genere sulle prestazioni del singolo, nonché sulla percezione delle prestazioni di persone dell’altro sesso.

E quindi, in cosa siamo così diversi? Le donne sono più sensibili, sanno esprimere più calore e vivacità ma anche più apprensione e sono meno sicure di sè. Gli uomini invece sono più stabili emotivamente, più dominanti, legati alle regole e all’autorità ma anche hanno meno fiducia nella vita, sono più sospettosi ma anche disinibiti. Ci sono degli aspetti però equamente distribuiti: perfezionismo, vitalità, tendenza all’astrazione non vedono differenze tra i sessi.

Tutto ciò, però, di per sé non pregiudica il valore e dunque la legittimità di differenze culturalmente costruite. Occorre a tal fine rivedere i preconcetti di area femminista, derivanti dall’identificazione – erroneamente ritenuta intrinseca anziché storicamente determinata tra eterosessualità e maschilismo patriarcale (imputato come causa della discriminazione): le differenze non significano di per sé disuguaglianze e neppure discriminazioni. La cultura per varie ragioni potrebbe ancora e sempre premiare le differenze, purché esercitate nella libertà dei singoli, in vista di un cammino di arricchente integrazione delle diversità.

 Prof. V. Isaia

AIP - Asoociazione italiana psicologia e psicofilosofia




 

 

 

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Psicologia & Filosofia Prof. Vincenzo Isaia

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