lunedì 26 maggio 2025

“Io ti ascolto”: l’ importanza della musica a scuola.

 

 “Io ti ascolto”: l’importanza della musica a scuola.

Oggi riflettevo su quanto sarebbe opportuno inserire musica, nel senso di estetica musicale in tutti i licei, scuole superiori.

Platone scriveva:

“L’educazione musicale è più potente di ogni altra, perché il ritmo e l’armonia penetrano profondamente nell’anima e la plasmano.”

Mai come oggi la scuola necessita di far leva sull'importanza dell'ascolto attraverso l'ausilio di discipline musicali.

Introdurre la musica e l’estetica musicale in tutte le scuole non è un semplice arricchimento del piano formativo: è un atto profondamente educativo, sociale e culturale. La musica non è solo suono organizzato, ma una forma espressiva che parla direttamente alle emozioni, alla memoria, alla relazione e all’identità. Inserirla stabilmente nella formazione scolastica significa educare all’ascolto, al silenzio e all’alterità. Dal punto di vista didattico e formativo, l’educazione musicale potenzia competenze trasversali come la concentrazione, la disciplina, la coordinazione motoria, l’intelligenza spaziale e l’apprendimento linguistico. Secondo Howard Gardner, ideatore della teoria delle intelligenze multiple, l’intelligenza musicale è una delle forme fondamentali di intelligenza, troppo spesso trascurata nei modelli educativi standard. Introdurre l’estetica musicale significa quindi valorizzare anche quegli studenti che apprendono e si esprimono attraverso forme sensibili e artistiche, spesso non intercettate dai percorsi didattici tradizionali.

Come affermava Oliver Sacks, neurologo e scrittore:

“La musica può aprire porte che altrimenti rimarrebbero chiuse nella mente.”

Saper ascoltare un brano implica la capacità di entrare in contatto con sè stessi e con le emozioni che l’altro — il compositore, l’esecutore — intende comunicare. In un’epoca in cui l’iperstimolazione digitale riduce la soglia dell’attenzione e la capacità di introspezione, la musica educa a rallentare, ad ascoltare senza giudizio e a lasciarsi attraversare da ciò che si prova; non solo ma dal punto di vista psicologico, la musica stimola aree profonde del cervello legate all'emotività, alla memoria e alla regolazione affettiva.

A livello sociale, la pratica musicale crea legami, lo sappiamo bene !!! Perché cantare insieme, suonare in gruppo, anche solo condividere l’ascolto, sviluppa empatia, cooperazione e senso di appartenenza. La musica, per sua natura, non esclude: accoglie ogni cultura, ogni identità, ogni sensibilità. È un linguaggio universale che annulla le barriere sociali e linguistiche. In questo senso, la scuola che promuove la musica promuove anche l’inclusione.

In chiave filosofica, l’esperienza musicale apre all’esperienza del Bello, inteso come ciò che ci mette in relazione profonda con la verità del nostro essere. L’ascolto estetico è un esercizio etico: ci insegna a prestare attenzione, a sostare nel mistero, a lasciarci modificare da ciò che non comprendiamo subito. Schopenhauer sosteneva che musica è terapia dai mali del mondo.

In conclusione, una scuola che include la musica non forma solo esecutori o appassionati, ma persone capaci di ascoltare sé e gli altri, di percepire l’armonia nel disordine, di coltivare sensibilità, pensiero critico ed empatia. E forse, in un mondo sempre più frenetico e frammentato, è proprio da qui che si può iniziare a ricostruire un’umanità più attenta e profonda.




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