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Cos'è l'ingratitudine, chi è veramente il carnefice e come agire.
Bel confronto ieri con una donna che in realtà alla fine ha ceduto, vuole
per sé stessa quel che nega agli altri, S. 50 anni proprio compiuti ieri, si è
regalata una consulenza. Tra l'altro il suo problema è uno dei molti che
assillano tanta gente e lo direi con Confucio, il tema è L'INGRATITUDINE, egli
infatti così si esprimeva: «Non fare del bene, se non hai la forza di
sopportare l’ingratitudine». Siamo irriconoscenti, spesso mossi dal rancore e
dall'invidia, proprio con le persone che meno lo meritano. E dimentichiamo in
fretta il bene ricevuto.
Le domande e i vettori del nostro confronto durato quasi più di un'ora
sono: COME AFFRONTARE L’INGRATITUDINE - COME SUPERARE L’INGRATITUDINE COME
REAGIRE – OVVERO AGIRE ALL’INGRATITUDINE E CHI SONO LE PERSONE INGRATE
La cosa più triste e deludente, e qui non potevo tanto contraddire questa
donna è che, ahimè, come spesso avviene noi sprechiamo continuamente la
gratitudine con i suoi benefici, quasi la disprezziamo e non la riconosciamo. E
piuttosto ci facciamo sedurre dal suo contrario, il sentimento negativo
dell’ingratitudine. Faccio un esempio: tu hai un caro amico/a, magari sei
stato/a sempre gentile, riconoscente ed educato, anzi in silenzio l'hai pure
salvaguardato/a da critiche e accuse pesanti o conflittualità. Cosa accade,
questa persona tende piu' a fidarsi e a donarsi e a credere più vere le persone
con cui continua a condividere tanti aspetti, quando quest'ultime se la
vendono, erano e sono magari i suoi veri carnefici, o falsi nel senso più
squallido della parola, , solo che lui/lei non è al corrente di quel che accade
alle sue spalle e purtroppo si avvera LA LEGGE DEL DOPPIO LEGAME E DEL
PARADOSSO CONTRO MAGARI CHI NON GLI-LE HA FATTO MAI NULLA -MA DAVVERO NULLA - E
VIENE PREGIUDICATO E AL MASSIMO E A MALAPENA SI TROVA UN SORRISO DA CONTORNO;
ALTRI CHE INVECE SONO PROPRIO I CLASSICI SOGGETTI CHE IN FONDO LA DISTRUGGONO
SONO CONFERMATI, AFFERMATI ADDIRITTURA CONDIVISI E RISPETTATI.
Perchè accade pensiamoci bene?? In verità colpevole e vittima, nonché anche
carnefice non sono tanto ne coloro che mentono a questa persona, ne coloro che
invece si sono comportati bene eppur ricevono il 2 di picche. In fondo, dicevo
ieri a questa donna il problema è solo l'ingrato/a. Gli altri cosiddetti
subdoli se ne approfitteranno e la useranno sempre. Perchè colui-colei che in
fondo non sa riconoscere in verità il valore di certe persone, significa che in
fondo, anche inconsciamente è già vittima della sua stessa maschera,e ostenta
il malumore, la rabbia, la sfiducia, l’aggressività, che accumula sul piano
delle relazioni personali e dei comportamenti collettivi. Ma è recidivo-a.
Strano ma vero: eppure chi ci ha dato tanto e ci garantisce il suo vero sé sarà
proprio quello a cui verrà scaricata contro tutta la frustrazione.
L'ingratitudine tocca tutti nessuno di noi se ne può dichiarare immune. Tutti,
prima o poi, spesso o raramente, provochiamo il dolore, la sofferenza, DIREI LO
SCONCERTO di chi si aspettava di ricevere almeno un «grazie» ed invece si è
sentito calpestato dalla nostra ingratitudine. Ma siamo sempre li, se agisci
per ricevere c'è qualcosa che non va, infatti chi la lamenta troppo è LA PRIMA
PERSONA A METTERLA IN ATTO L'INGRATITUTDINE.
INFATTI INDAGANDO CON QUESTA DONNA IN UNA SOLA ORA SIAMO RIUSCITI A TIRAR
FUORI, VALE A DIRE CHE LEI HA RICONOSCIUTO QUANTE E QUANTE VOLTE LO E' STATA
INGRATA SOPRATTUTTO CON CHI PROPRIO NON LO MERITAVA.
Possiamo difenderci ? SEMPLICE SI CHIAMA MEMORIA LASCIATEMELO DIRE. Ovvero
non dimenticare, ricordare, rispetto a chi oggi critichiamo anche
violentemente, quanto da questa persona, o dalla sua azione, abbiamo ricevuto
prima. Quanto debito abbiamo accumulato nei suoi confronti. Il ricordo, in
questo senso, diventa vita presente. Alla fine l'accordo con S è arrivato per
agire contro questa velenosa indifferenza, che ci porta a essere
inspiegabilmente distaccati, freddi, anche con chi è stato molto generoso con
noi. Sappi cara S. che oggi al tuo cinquantesimo compleanno una cosa l'hai
compresa: chi è ingrato/a non ha una vita allegra e serena. Così come non l'hai
avuta tu perchè in fondo l'hai criticata negli altri e spesso ne sei stata la
prima attrice.
L'ingratitudine non è una strategia di difesa, ma solo un triste e squallido
atteggiamento verso la vita, chi la porta avanti purtroppo, a meno che non sia
in grado di ravvedersi come te, difficilmente potrà apprezzare il lato positivo
della vita, a guardarne gli aspetti migliori, senza avvelenarsi. Beh questo
semplice e nobile beneficio di guardare la vita con pace e gioia, purtroppo,
agli ingrati non può arrivare. Enzo Isaia Psicofilosofia
Vincenzo Isaia

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