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DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO E PAURA DELLA MALATTIA, ANSIA? IPOCONDRIA O C'E' ALTRO? COME SUPERARLO MA IN REALTA' CHE COSA STIAMO DICENDO?
Parlando con un'amica, oggi ne approfitto per chiarire il disturbo pocondriaco rispetto al disturbo d'ansia ossessivo compulsivo. Aspetti che si danno la mano. Magari la lettura potrà favorire la rassicurazione di questa cara amica.
Per diagnosticare correttamente l’ipocondria è necessario differenziarla da altri disturbi affini. In molte condizioni, ad esempio nel triste periodo del COVID, si può effettivamente manifestare uno status d'ansia-allerta nei confronti del benessere proprio e dei propri cari, soprattutto se figli.
. Tuttavia se quest’ansia è sproporzionata rispetto alla gravità reale e presente in senso concreto di una cosidetta malattia e non si limita nella sola occasione di un sintomo della stessa, esempio oggi ho febbre e forte mal di testa, e si insinua come ciò che possibilmente potrebbe accadere, beh allora si parla di : disturbo d’ansia per la salute ossessivo compulsivo. E' vero che il DSM sembra oggi separare l'ansia dalle ossessioni ma non è così.
Nel Disturbo da sintomi somatici sussiste una sintomatologia fisica concreta e ben individuabile nel paziente, mentre nel Disturbo d’ansia da malattia i sintomi sono minimi ed è la preoccupazione del paziente ad essere rilevante.
In altri disturbi d’ansia, quali ansia generalizzata e attacchi di panico, O DI CRONICIZZAZIONE RASSICURATIVA DEL PROBLEMA INTRUSIVO, CIOE' DI QUESTA MIA FALSA CREDENZA, QUINDI NE PARLO SEMPRE CON UN'AMICA O CON LA GENTE PER RICEVERE RASSICURAZIONE E SEDARE (RINFORZO NEGATIVO) IL MIO BISOGNO (PAURA) DI VOLER E POTER CONTROLLAR E GESTIRE TUTTTO, COSA CHE SAPPIAMO BENE E' POSSIBILE SOLO AD UN DIO E NON AD UN ESSERE UMANO. Infatti: e preoccupazioni sono generali o legate strettamente a ciò che scatena l’attacco, ma poichè si associa la paura del possibile, allora si genera il disturbo d’ansia come voler preservare i miei figli a costo di essere come un Dio che tutto puo' e sa.
Nel Disturbo ossessivo-compulsivo i pensieri possono riguardare la salute, ma risultano intrusivi e riguardano il timore di contrarre una malattia futura, mentre l’ansia da malattia riguarda la situazione presente. Inoltre nell’ipocondria non si riscontrano ossessioni e compulsioni. INVECE DALLE PAROLE DI QUESTA MIA AMICA SEMBRA DI SI.
Anche nel Disturbo depressivo maggiore possono essere presenti preoccupazioni circa il proprio stato di salute o l’insorgenza di malattie, tuttavia tali pensieri sono legati agli episodi depressivi e mancano della continuità tipica del disturbo ipocondriaco. È possibile diagnosticare entrambi i disturbi nel caso tale continuità sia invece presente.
Ora, la persona è consapevole che la malattia che teme non è presente, e proietta e produce le INTRUSIONI COGNITIVE, OVVERO le idee sono esagerate e bizzarre, mentre nell’ipocondria non si sviluppano credenze estremamente distorte.
QUALE LA SOLUZIONE? Premetto che in certi casi io sono contrario all'utizzo di farmaci. Mi spiego meglio.
Finora le terapie sul Disturbo Ossessivo-Compulsivo (D.O.C.) non hanno avuto un soddisfacente successo perché miravano alla sintomatologia superficiale.
Non servono consigli, forme di rassicurazioni, contrasto alle sue convinzioni, stop del pensiero, desensibilizzazione dell’ ansia, questo appunto è il TRANELLO, seda momentaneamente come una droga occasionale.
Il sintomo serve a mantenere desta l’attenzione. E’ estremamente efficace a creare evitamento perche, per paura di perdere il controllo, fa immaginare le peggiori conseguenze.
QUINDI: le sorgenti dell’ ansia sono altrove, nella storia passata del paziente. NE CONSEGUE CHE: la cura deve perseguire seguendo due percorsi: la costruzione di una mappa che va dai sintomi alla ricerca dei motivi profondi, che portano alla costruzione delle regole di comportamento ossessivo, e l’intervento riparativo.
La regola che mantiene questo disturbo, dicevo oggi a questa mia amica, in soli 15 minuti di ascolto delle sue parole è la ricerca di perfezionismo (‘altrimenti succede qualcosa di terribile: il discredito del mio prestigio personale e familiare. Sarebbe terribile. Questo non deve mai accadere’).
Ma è realmente in pericolo il suo prestigio personale e sociale?
No, quella è solo una sua convinzione che alimenta l’ ansia.
Non è in pericolo il suo prestigio perché è una persona abile, capace e intelligente. Quindi non c’è alcun reale pericolo.
Però ha delle insicurezze di fondo e dei ricordi che vanno a stimolare le memorie emozionali della caduta sociale.
Qual è allora un ricordo che spinge e sollecita al perfezionismo?
Quando è accaduto e come lo ha registrato?
E se nella sua storia, suppongo, la regola di non ‘essere debole era un comandamento che governava la sua vita, ad esempio con la sua famiglia d'origine?
Devo essere perfetta?. Devo stare attenta? a non lasciar trapelare qualche mia insicurezza, altrimenti succede qualcosa di veramente brutto’? In passato le insicurezze provocavano le ire ad esempio di sua madre? ORA E' LEI MADRE E QUINDI?
Con il crescere dell’età e delle responsabilità, il ‘posto sicuro’ non è oggi più efficace.? Ora non con le sue responsabilità non può scappare per rifugiarsi nel suo posto sicuro(casa e studio FALSE CERTEZZE E ABITUDINI????) .
L’ossessione in questi casi puo' essere risolta con la rimozione della regola di base: “ non posso mostrarmi debole”, attraverso le procedure di visualizzazione REALE DEI PENISERI, RICORDI ED EMOZIONI.
Queste visualizzazioni hanno comportato un positivo senso di auto-accettazione e una presa di coscienza che non è una persona debole, ma un uomo realmente intelligente e capace, abile e che se non si adegua lei alla VERA REALTA' DEL VIVERE E' QUESTO FORSE LA COSE PEGGIORE CHE PUO' INVOLONTARIAMENTE PORTARE AI SUOI FIGLI E I SUOI CARI.
Staremo a vedere. Cara amica e cari amici spero che anche questo post possa essere utile. Psicofilosofia Vincenzo Isaia

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