mercoledì 19 gennaio 2022

Edward Hopper pittore e poeta custode del silenzio e della diversità.

 

Edward Hopper  pittore e poeta custode del silenzio e della diversità.

https://www.psicotypo.it/la-solitudine-nelle-opere-di-edward-hopper/


Adoro la forte capacità di questo artista di cogliere la bellezza della fermezza di chi è diverso, e in quanto diverso, ed è se stesso senza ipocrisie, è padrone della sua immobilità, della sua piacevole fermezza e stasi: tutto sembra fermo ma è ricco di vita , fateci caso. TANTI OGGI APPAIANO INVECE IN MOVIMENTO TRA SOLDI, SPRECHI, CON L'ILLUSIONE DI SCAPPARE DA SE STESSI ! La realtà è prosciugata di tutto il superfluo per dar risalto a ciò che resta: l’essenziale. Credo che questo artista possa essere definito come l’angelo custode del silenzio e un poeta, oltre che pittore, della solitudine. Attenzione, ho detto custode del silenzio e poeta del sentimento della solitudine, nel senso che è riduttivo definirlo come tanti, e soprattutto del realismo americano, l’hanno sempre e solo considerato “manifesto della solitudine come abbandono, vuoto e tristezza”. Non sono d’accordo. Anzi, soprattutto mai come stanotte, quando contemplo un suo quadro, sento pure dei suoni e una piacevole melodia attorno a me. Nel senso che provo un piacere nell’essere assalito da un senso di estraniamento, di piacevole alienazione e perché no, anche di incomprensione, la vivo spesso quotidianamente, il mio lavoro forse mi deforma e mi invita a comprendere più gli altri che me stesso, infatti per me stesso ecco che entra in gioco proprio l’arte e la musica. Ne tantomeno mi aspetto comprensione dalla maggior parte di quelle persone che può reputarmi diverso solo perchè non hanno il coraggio di vivere con autenticità e con se stessi, allora il diverso è quasi da cancellare, da escludere perchè li mette davanti allo specchio della loro meschinità. La pittura di Edward Hopper non mi rattrista ne mi inquieta. Non solo, si percepisce anche un grande messaggio. Quanta gente confonde la banalità con la semplicità? Il senso di inadeguatezza con sé stessi con la solitudine? Il frastuono come compagnia al cospetto del piacevole e delicato e confortevole silenzio? La bellezza anche dell’oblio con la noia? Quanti si immergono continuamente nella banalità del quotidiano, come dire ecco “ il nuovo ciclo dei vinti della contemporaneità”. Hopper è anche il pittore della quiete e del silenzio dei coraggiosi, di quelli che poiché diversi, vengono esclusi da tanti che si ritrovano facilmente assieme perché condividono gli stessi sporchi costumi, le stesse banalità e ideologie false, che si perde nella chiacchera, in sprechi e appiattimenti di qualsiasi valori di autenticità.

V.Isaia




 

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Psicologia & Filosofia Prof. Vincenzo Isaia

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