https://leganerd.com/2019/05/31/la-teoria-del-tutto/
La morte e il dolore non esistono, accettare la vita, Dio vuole che noi siamo migliori di lui.
Ieri sera ho visto il film “La teoria del tutto “ su Stephen H. Hawking, l’astrofisico che ha sempre creduto, anche se con cauto ottimismo, nel fatto che gli uomini siano sempre più vicini a scoprire le leggi ultime che regolano la natura.
Vista la sua triste condizione, ho pensato molto a che cosa è Dio o cosa potrebbe essere se davvero dovessi poter dire almeno cosa voglia da noi. Penso che Dio voglia o semmai vorrebbe che ogni sua creatura in fondo lo superasse. Nel dolore del protagonista, condannato a finire i suoi giorni nella riflessione sul tempo, qualcosa mi ha colpito, in un certo senso rinnovato, ed ho pensato a qualcosa che fino ad oggi non avevo considerato, Lo ripeto, se in fondo dovessi poter dire di conoscere il più grande desiderio di Dio allora sarebbe quello che: “ognuno d noi dovrebbe superarlo!”. Attenzione non sto affermando di NON CONSIDERARLO, O PRENDERE IL SUO POSTO, beh questo lasciamolo a ciò che è stato definito Diavolo. L'essere umano, a mio parere, sperimenta invece una vera FEDE in Dio forse proprio nel momento in cui trova voglia, forza, coraggio e accettazione della vita SOPRATTUTTO NELLE PIU' GRANDI TRAGEDIE E DOLORI,proprio quando non c'è all'apparenza neppur un solo motivo per vivere e consegnarsi a qualcosa di semplicemente e naturalmente straordinario, come la consapevolezza delle vita nella vita oltre tutto e i tutto, a tal punto che in ognuno di noi c'è un DIO, esiste Dio, è lo stesso che ha dato vita a tutto. La “teoria del tutto” tradotta in chiave prettamente esistenzialistica e filosofica, NELLA MIA UMILE VISIONE PER CARITA' ed questo il senso di quel che sto scrivendo e condividendo con voi in questo post, oltre che fisica, non è solo un fatto di scienza che ha sempre cercato di individuare un’unica teoria che possa combinare tutte le teorie esistenti e spiegare l’origine dell’universo, il suo comportamento ma con esso la nostra esistenza e il suo vero senso in rapporto ad esso.
La storia ci insegna che l’evoluzione della tecnica e le sue intuizioni hanno permesso all’uomo di raggiungere traguardi incredibili fornendo elementi sempre più sofisticati per capire l’universo. NON SOLO NELLE LEGGI DEL MONDO MA NEL COME ACCETTARLO E VIVERLO ED ESSERE FIGLI DEL MONDO E DELL'UOMO. COSI ALMENO HA TENTATO DI FARE GESU'. Infatti anche Nietzsche il quale professò la morte di Dio e salvando la figura di Gesu', di Cristo come vero maestro di vita, di amore, di accettazione della vita, di pedagogia, Ecco perchè anni fa scrissi un libro su Nietzsche perchè ho sempre creduto che c'era più un autentico messaggio di coraggio e di amore, nonché di vera forza come vorrebbe il nostro Dio, che in tante cose che a volte in materia religiosa o teologica non sono state chiare. Difficile dire in quanto tempo la mente umana potrà effettivamente arrivarci: c’è ancora tanta strada da percorrere fino alla fine dell’universo (ma esiste una fine?). Se il fine è già dato in qualcosa che crediamo di ricercare ed invece ci ha già trovato, e se LA TOTALITA' NON E' ALLA FINE NIENT'ALTRO CHE “CAPIRE CHE DIO C'E' ESISTE E CHE VUOLE CHE NOI SIAMO ANCHE MIGLIORI DI LUI”, POICHE' IN QUANTO ESSERI CORPOREI, DOBBIAMO COMINCIARE A CAPIRE LA REALE INVERSIONE DEL VERO ESSERCI: CHE NON SIAMO ESSERI MATERIALI E CORPOREI O SOLAMENTE FISICI CAPACI OGNI TANTO DI ESPERIENZE SPIRITUALI, MA VICEVERSA, SIAMO ESSERI TOTALMENTE SPIRITUALI CHE OGNI TANTO FANNO ESPERIENZE DEL CORPO, CREDENDOSI FINITI IN TUTTO, IL TUTTO INVECE VUOLE CHE L'INGANNO SIA SVELATO, CHE COME AVEVA GIA DETTO HEGEL, COSI' COME ALTRI FILOSOFI O GLI STESSI PROTAGONISTI DEL ROMANTICISMO, CHE IL FINITO E L'INFINITO COINCIDONO, COSI' COME IL NOSTRO TEMPO TERRENO O MECCANICO IN QUESTO TEMPORANEO E COSIDETTO VIVERE TERRENO E' GIA SPIRITUALITA' ASSOLUTA E PRESENZA DI DIO E DELL'ETERNITA'. Perchè tutto quello che può accogliere il non senso visto dalla falsa posizione della cosiddetta imperfezione, e la presenza costante del bene è un fatto di saper vedere come il pensiero può rivedere e rivivere tutto con occhi infiniti. SOPRATTUTTO NEL DOLORE CREDETEMI. Forse il segreto è proprio questo. Forse è questo quel Dio spesso dimenticato e tradito che vuole riemergere in noi. Forse questa la vera nostra salvezza oserei dire in questo e in quel mondo. Perchè a mio parere la morte per l'individuo che muore non è mai esistita. Infatti nessuno puo' fare esperienza della propria morte, questa la fanno solo coloro che restano in vita, perchè in fondo la morte non esiste, perchè la vita del pensiero e' una tensione infinita al culmine della guadagnata eternità.
Enzo Isaia. Psicofilosofia Vincenzo Isaia
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