L’amore, la vita di coppia non vuole obblighi ne leggi razionali.
Molto bello oggi in 5 Liceo. Si è parlato di emozioni e razionalità, per introdurre il romanticismo e l'idealismo trascendentale. Lezione veramente bella e alla fine della giornata vorrei riassumerla. Diciamo che la faccenda si è spostata all'amore di coppia e con rimando a Platone e potrei sintetizzare così, anche per rispondere ad un allievo che vive con disagio la separazione dei genitori.
Nelle questioni d'amore non bisogna mai ragionarci su, o trovare spiegazioni logiche, razionali, o porsi obiettivi e progetti certi. Spesso, piuttosto che vivere la passione, gli stessi innamorati, la stessa coppia passa più il tempo a chiedersi se è vero amore, se è lui o lei il partner giusto, la cosiddetta metà o anima gemella, se durerà per sempre. Vi posso garantire che così facendo non facciamo altro che opporre un campo di resistenza, un muro, rispetto al tentar di vivere la storia, un amore così com'è. Ogni domanda posta all'amore è metterlo in trincea. Invece e questo lo verifico anche nella consulenza clinica, la coppia dovrebbe andare incontro all'eros (come diceva Platone) all'amore, senza identità, senza chiedersi o progettarsi nulla, senza pensieri di giudizio su come dovrebbe essere la relazione, ma viverla e basta. Il pensiero razionale, logico, è il veleno principale di ogni passione. Mai dare commenti, giudizi, o peggio fare confronti con precedenti storie, con altre coppie etc. Si corre di trasformare l'amore in un lavoro meccanico che porta a routine, ad abitudine, a pretese rituali di atteggiamenti e comportamenti, come se il rapporto con una persona dovesse seguire "standard comuni". Se vince la noia, se vince l'abitudine l'amore, "Eros direbbe Paltone o lo stesso Apuleio" scappa via. Ecco che sovviene la tristezza, il malessere, la noia, quando non è l'amore che le provoca bensì il nostro averlo volutamente osato ingabbiare, con i nostri pregiudizi, i nostri schemi mentali, le nostre paure. Pensateci bene, quante domande ci facciamo ogni volta che proviamo qualcosa per qualcuno? attrazione o feeling o passione che sia...ad es. "cosa diranno i miei amici?", "la mia famiglia, va bene per loro?", " ma mi ama davvero, è sincero/a ?, oppure, "è davvero leale e fedele?", o peggio: come mai mi sono innamorato di questa persona? Lo ripeto, nelle faccende amorose la logica razionale è distruttiva, virale. Il desiderio che nasce per qualcosa o qualcuno, l'innamorarsi, non dipende da noi, dai nostri pensieri, da strategie, dalla nostra volontà, da sentirsi pronti o non pronti. L'amore non si lascia ingabbiare dalle nostre pretese, non siamo noi a dominarlo e a condurlo, ma è lui a farlo. Il nido di ogni amore, il templio dell'amore, di emozioni, sentimenti, risiede in una dimensione che sta altrove rispetto allo spazio mentale del pensiero razionale. Molte coppie in crisi cosa fanno: parlano, parlano, parlano dei loro malesseri, delle loro crisi, e queste diventano sempre più gravose e tormentose, portandoli alla disarmonia e alla guerra dell'uno verso l'altro. Siamo fatti per amare nella portata umana. E ancor prima di chiedersi domande illogiche sulla relazione amorosa chiediamoci cosa posso fare per essere liberamente umano, capace di accettare l'amore per ciò che è e non per come vorremmo che sia dettando leggi o imposizioni.

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