martedì 5 novembre 2024

Ecco gli "psico-inganni" che portano ai disagi psichici: Cosa sta alla base di un disagio psicologico?

 

Ecco gli "psico-inganni" che portano ai disagi psichici: Cosa sta alla base di un disagio psicologico? 

A mio avviso e dallo studio delle psicopatologie in riferimento alla psicologia, alla stessa psichiatria, all’attuale DSM5, e all’esperienza maturata in osservazione e ascolto psicologico, alla base di alcuni psico-inganni di fondo che portano al disagio psicologico posso essere annoverati: 1. L’inganno delle aspettative; 2.  L’inganno di sopravvalutare o sottovalutare; 3. La trappola di credere di dover essere sempre coerenti e in modo esasperato (non possiamo non è umano). 4. L’inganno che dobbiamo necessariamente pensare positivo (la peggiore direi). 5. L’inganno di avere conoscenze certe e aver capito tutti e tutto.  6.  La credenza di contare su logiche e ragionamenti perfetti; 7. La credenza di sentirsi le cose, di fidarsi troppo delle sensazioni immediate.

Se riflettiamo bene, alla base dei disagi psicologici è possibile individuare aspetti di base, potremmo definirli "psico-inganni". Tutti quelli che soffrono di un disagio psicologico, soffrono di molti psico-inganni, chiamiamoli così, misti, combinati. In genere ciò che sta alla base è il passaggio da una iniziale paura di percezione, emotiva, adattiva e che per un periodo è stata anche utile e funzionale, a una condizione disadattiva e non più utile, anzi invalidante. Chi cade in disagi psicologi di varia natura ha dei meccanismi di base a prescindere dal tipo di patologia o disagio. Ad esempio: la tendenza ad evitare le situazioni che più fanno paura, persino di semplici pensieri, il bisogno di chiedere rassicurazione e protezione ad amici, parenti, agli altri, il fatto di voler controllare le proprie reazioni, persino quelle fisiologiche. Se all’inizio le soluzioni che mettiamo in atto sono in grado di ridurre la sensazione temuta, la paura, in seguito, lo stesso meccanismo che prima era utile e funzionale, se reiterato nel tempo diventa disfunzionale. Ad es. evitando in un primo momento una data situazione che mi trasmette paura o disagio, all’inizio sembrerà che la scelta sia stata in grado di esorcizzare il problema, ma allo stesso tempo innesca inconsciamente l’incapacità di aver saputo gestire quella data paura, difficoltà, e dunque ne rafforzo il pericolo, e questo peggiora il senso di incapacità e all’aumento del problema. Ecco “evitare può essere utile” ma farlo sempre e comunque mi conferma di essere incapace, ecco il dramma. Andiamo ora alla protezione e alla rassicurazione richiesta agli altri. Se all’inizio ci fa sentire rassicurati da una minaccia, nel tempo conferma la sensazione di esser incapace di gestire una situazione, mi sentirò senza autostima, mi svaluterò e non farò più appello a nessuna delle mie risorse, anche qui, ecco il dramma. Anche quando si vuol controllare e gestire tutto. Stessa e identica cosa. Es. più cerco di controllare il mio cuore accelerato, la mia respirazione più ne altero la situazione, più cerco di avere equilibrio e più sarò destabilizzato, ne consegue che: più tentiamo di mantenere il controllo più lo perdiamo e creiamo il disagio. E li ci si sente impotenti e ancora più incapaci di affrontare e combattere noi stessi. Se poi questi tre aspetti si combinano ecco che in poco tempo si presenta il sig. disturbo. All’inizio il disagio psicologico si riferirà solo alle specifiche situazioni che abbiamo evitato, ma nel tempo, si trasformerà in una sindrome generalizzante ancorata a tutte le nostre sensazioni interne. In poche e semplici parole non occorrerà più un reale e concreto stimolo esterno, perché quello che sta alla base di ogni patologia psichica è la “paura della paura”.






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Psicologia & Filosofia Prof. Vincenzo Isaia

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