Ecco gli "psico-inganni" che portano ai disagi psichici: Cosa sta alla base di un disagio psicologico?
A mio avviso e dallo studio delle
psicopatologie in riferimento alla psicologia, alla stessa psichiatria, all’attuale
DSM5, e all’esperienza maturata in osservazione e ascolto psicologico, alla
base di alcuni psico-inganni di fondo che portano al disagio psicologico posso essere
annoverati: 1. L’inganno delle aspettative; 2. L’inganno di sopravvalutare o sottovalutare; 3.
La trappola di credere di dover essere sempre coerenti e in modo esasperato
(non possiamo non è umano). 4. L’inganno che dobbiamo necessariamente pensare
positivo (la peggiore direi). 5. L’inganno di avere conoscenze certe e aver
capito tutti e tutto. 6. La credenza di contare su logiche e ragionamenti
perfetti; 7. La credenza di sentirsi le cose, di fidarsi troppo delle
sensazioni immediate.
Se riflettiamo bene, alla base
dei disagi psicologici è possibile individuare aspetti di base, potremmo
definirli "psico-inganni". Tutti quelli che soffrono di un disagio
psicologico, soffrono di molti psico-inganni, chiamiamoli così, misti, combinati.
In genere ciò che sta alla base è il passaggio da una iniziale paura di
percezione, emotiva, adattiva e che per un periodo è stata anche utile e
funzionale, a una condizione disadattiva e non più utile, anzi invalidante. Chi
cade in disagi psicologi di varia natura ha dei meccanismi di base a
prescindere dal tipo di patologia o disagio. Ad esempio: la tendenza ad evitare
le situazioni che più fanno paura, persino di semplici pensieri, il bisogno di
chiedere rassicurazione e protezione ad amici, parenti, agli altri, il fatto di
voler controllare le proprie reazioni, persino quelle fisiologiche. Se all’inizio
le soluzioni che mettiamo in atto sono in grado di ridurre la sensazione
temuta, la paura, in seguito, lo stesso meccanismo che prima era utile e
funzionale, se reiterato nel tempo diventa disfunzionale. Ad es. evitando in un
primo momento una data situazione che mi trasmette paura o disagio, all’inizio
sembrerà che la scelta sia stata in grado di esorcizzare il problema, ma allo
stesso tempo innesca inconsciamente l’incapacità di aver saputo gestire quella
data paura, difficoltà, e dunque ne rafforzo il pericolo, e questo peggiora il
senso di incapacità e all’aumento del problema. Ecco “evitare può essere utile”
ma farlo sempre e comunque mi conferma di essere incapace, ecco il dramma.
Andiamo ora alla protezione e alla rassicurazione richiesta agli altri. Se all’inizio
ci fa sentire rassicurati da una minaccia, nel tempo conferma la sensazione di
esser incapace di gestire una situazione, mi sentirò senza autostima, mi svaluterò
e non farò più appello a nessuna delle mie risorse, anche qui, ecco il dramma.
Anche quando si vuol controllare e gestire tutto. Stessa e identica cosa. Es.
più cerco di controllare il mio cuore accelerato, la mia respirazione più ne
altero la situazione, più cerco di avere equilibrio e più sarò destabilizzato,
ne consegue che: più tentiamo di mantenere il controllo più lo perdiamo e
creiamo il disagio. E li ci si sente impotenti e ancora più incapaci di
affrontare e combattere noi stessi. Se poi questi tre aspetti si combinano ecco
che in poco tempo si presenta il sig. disturbo. All’inizio il disagio
psicologico si riferirà solo alle specifiche situazioni che abbiamo evitato, ma
nel tempo, si trasformerà in una sindrome generalizzante ancorata a tutte le
nostre sensazioni interne. In poche e semplici parole non occorrerà più un
reale e concreto stimolo esterno, perché quello che sta alla base di ogni
patologia psichica è la “paura della paura”.

Nessun commento:
Posta un commento